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giovedì 10 agosto 2023

Editori e pirati

 

Non c’è dubbio: è all’immenso potere dei libri che si deve la diffusione dell’Illumini­smo. Ma come si spiega la loro forza di­rompente in un’epoca in cui non esisteva la libertà di stampa? Nella Francia dell’An­cien Régime ogni pubblicazione dipende­va infatti da un tortuoso iter, senza il quale era impossibile ottenere il privilège conces­so dal re. Per di più la Corporazione pari­gina dei librai e stampatori, grazie a una complessa rete di relazioni tipica di un’o­ligarchia endogama, dominava in tutto il regno, paralizzando di fatto le imprese di provincia. Lo scenario che Darnton dischiu­de in questo libro, frutto di lunghe, tenaci ricerche d’archivio, è perturbante: quasi tutte le opere che hanno trasmesso il pen­siero dei philosophes furono stampate in quella «Mezzaluna Fertile» che da Amster­dam e Bruxelles giungeva sino ad Avigno­ne (allora territorio papale) passando per la Renania e la Svizzera, e distribuite in ma­niera clandestina – erano insomma frutto di pirateria. Tempestivamente informati sulle novità da spregiudicati agenti che o­peravano a Parigi, animati da una sete di profitto pari solo alla loro audacia, bracca­ti dal tempo, assediati da non meno ani­mosi concorrenti, i pirati dell’editoria po­trebbero apparire come i perfetti rappresentanti di un capitalismo predatorio. Ep­pure, ci rivela Darnton, assolvevano un compito rivoluzionario: produrre a buon mercato libri per un pubblico nuovo, com­posto dai ceti intermedi. Agendo al di fuori della legge, assecondavano dunque, pa­radossalmente, la battaglia dei livres philosophiques, che quella legge, fondamento dei privilegi dell’Ancien Régime, sfidava­no in maniera aperta.



Robert Darnton, Editori e pirati
Adelphi - 2023 - 491 pagine

giovedì 29 settembre 2016

Libri proibiti



Le Rivoluzione francese non è stata solo l'improvvisa sostituzione dell'assolutismo monarchico con la democrazia repubblicana, ma è stata soprattutto un gigantesco rinnovamento dei costumi e delle idee: dalla morale sessuale alla fede in Dio e nella Chiesa, dai rapporti tra le classi social iall'atteggiamento nei confronti della tecnica e dell'industria. Gli storici hanno finora attribuito il merito, o la responsabilità, di questo mutamento agli Illuministi e ai loro libri. 
L'autore intende dimostrare che il terreno per il grande cambiamento delle idee e dei costumi è stato preparato non tanto dai libri colti, ma dalla assai più popolare e diffusa letteratura libertina, pornografica e satirica, dissacratrice del Re, di Dio e della Chiesa.


Robert Darnton - Libri proibiti. 
Pornografia, satira e utopia all'origine della Rivoluzione francese
Mondadori - 1997 - 392 pagine

domenica 6 maggio 2012

Il futuro del libro



 
Nell’èra digitale il libro resisterà, andrà in crisi o addirittura rinascerà a nuova vita? Google Book Search rappresenta una minaccia per il mercato, un’opportunità per la democratizzazione della conoscenza, o un’incognita per entrambi? Internet sarà la nuova biblioteca di Alessandria o un’incarnazione alienante e distopica della biblioteca di Babele? Nessuno meglio di Robert Darnton, insigne storico del libro e direttore di uno dei più importanti sistemi bibliotecari d’America, a Harvard, poteva affrontare simili interrogativi. Chi tuttavia si aspetta l’ennesima, retriva difesa del libro tradizionale rischia di rimanere deluso: bibliofilo nel senso più puro del termine, ma per nulla intimorito dalle sfide dell’innovazione, Darnton è convinto che il matrimonio fra libri e tecnologia possa essere felice. E per convincere anche noi innesca una serie di illuminanti cortocircuiti fra passato e futuro: spiega i rischi dell’euforia digitale leggendo un best seller fantascientifico del 1771; il funzionamento delle nostre scelte di lettura analizzando i commonplace books d’epoca Stuart; i meccanismi della produzione libraria pedinando un contrabbandiere settecentesco lungo l’itinerario Neuchâtel-Marsiglia-Montpellier. E racconta piccole e grandi verità, spesso scomode, sul mondo del libro: scopriamo così che le biblioteche di tutto il mondo distruggono un gran numero di volumi per (presunta) mancanza di spazio, che la pirateria editoriale è vecchia quanto l’invenzione di Gutenberg, e che l’e-book è ben lungi dall’attecchire nell’ambiente accademico statunitense. Ma ciò che più preme a Darnton è la natura stessa della trasmissione del sapere, di cui il libro è stato, è, e presumibilmente sarà strumento principe: l’operazione Google Book Search deve insegnarci che il patrimonio della conoscenza è troppo prezioso per affidarne la continuità a un monopolio privato. Biblioteche, università e governi non possono davvero stare a guardare.


Robert Darnton, Il futuro del libro, Adelphi edizioni
Anno 2011 - 273 pagine - € 24,00

Il grande affare dei Lumi


Ci sono opere che hanno letteralmente cambiato il panorama della civiltà, e a questa categoria appartiene senza dubbio l'Ency­clopédie di Diderot e d'Alembert. Con i ventotto volumi in folio della prima edizione e l'enorme varietà delle sue 71.818 voci, accompagnate da 2885 tavole, segnò un rivolgimento radicale nel modo di concepire la cultura, presentandosi come la summa dell'Illuminismo. Ma fu – come subito apparve evidente – anche un'impresa economicamente assai redditizia, e in virtù dello stesso motivo per cui il governo francese voleva sequestrarla: in odor di eresia, si vendeva perché sfidava i valori tradizionali e le autorità consolidate. Alle speculazioni dei philosophes, ben presto, fecero quindi da prosaico controcanto le speculazioni di genere assai diverso dei vari editori dell'Encyclopédie, che, mossi da un'avidità senza limiti, rappresentarono la perfetta incarnazione di quella fase della storia economica che prende il nome di «capitalismo selvaggio». Ricostruendo la biografia dell'Encyclopédie, Robert Darnton racconta così un'appassionante storia di spionaggio industriale ante litteram, e al tempo stesso compone un magistrale trattato in cui convergono storia del lavoro e dell'econo­mia, storia delle idee e della cultura, e dove trovano risposta domande fondamentali: in che modo si propagarono nella società i grandi movimenti intellettuali? Che peso ebbero sulla sostanza e sulla diffusione della letteratura la sua base materiale e la tecnologia della sua produzione? Come funzionava l'editoria in quanto impresa industriale, e come si collocava entro i sistemi politici ed economici dell'Europa prima della Rivoluzione francese?

Robert Darnton, Il grande affare dei Lumi, Adelphi edizioni
Anno 2012 - 749 pagine - € 55,00