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giovedì 2 marzo 2023

Verità di famiglia

 

Alberto è il primogenito, il figlio intellettuale e poeta, l’erede designato che non prenderà mai il posto del padre, Arnoldo Mondadori. “Pazzo di idee e prodigo di impossibile”, Alberto Mondadori ha fatto di tutto per sfuggire al suo destino di editore, senza cogliere forse quale grande editore era nel frattempo diventato: prima alla Mondadori a fianco del padre, in una tormentata storia di fughe e ritorni, poi dal 1958 nell’impresa del Saggiatore, la scommessa impossibile su cui giocherà tutto se stesso.
I sogni e le ossessioni, la grandezza e la grandeur finiscono per coincidere nello sguardo smisurato del visionario e del suo mondo di feste mobili e promesse di successi accanto alla bellissima moglie Virginia: una coppia hollywoodiana perdutamente votata all’infelicità. Un uomo bigger than life con una vita divorata da passioni, eccessi, intense amicizie e tradimenti improvvisi. Le visite al Vittoriale per consegnare di persona le bozze a D’Annunzio; l’avventura giovanile nel cinema con l’inseparabile cugino Mario Monicelli; l’infatuazione per il giornalismo e le corrispondenze di guerra; la vacanza a Cortina con Hemingway; le sbronze con Orson Welles e con Jack Kerouac; il viaggio in Unione Sovietica con Sartre e la de Beauvoir. E poi la rivalità con Einaudi e Feltrinelli; le riunioni con Argan e Bianchi Bandinelli, Paci e Cantoni al fianco di Giacomo Debenedetti; gli incontri segreti con Vittorini; il lungo rapporto con Thomas Mann, Ungaretti e Palazzeschi; la cura spasmodica per i libri e il lavoro indefesso con i suoi autori: da Buzzati ad Arpino a Tobino, da Faulkner a Genet a Lévi-Strauss; la lunga battaglia per affermarsi come editore di sinistra. E la maledizione dei soldi che non bastano mai. Tanti, tantissimi, fino al tracollo.

Alla ricerca di questa grandezza perduta, Sebastiano Mondadori ripercorre daccapo la storia del nonno. Una biografia che diventa memoir nella fedeltà impietosa al passato attraverso lettere inedite, foto, aneddoti e ricordi collezionati negli anni come impronunciabili verità di famiglia.


Sebastiano Mondadori, Verità di famiglia
Riscrivendo la storia di Arnoldo Mondadori

La nave di Teseo - 2022 - 432 pagine

martedì 26 aprile 2022

Bompiani story

 Bompiani Story


“Anche il più sciagurato degli scribacchini ha lavorato tre o più anni per un libro. Come non rispettare questa fatica? Per un editore la sua vita è lì: egli cerca di fare un discorso scegliendo quelli che lo fanno meglio di lui.” Valentino Bompiani è tutto in questa frase, nella quale esprime con sorniona umiltà la sua vocazione: circondarsi di donne e uomini di talento, amplificarne le voci, dare alla loro creatività una veste (tipo)grafica in grado di portarli lontano – dunque pubblicare libri. Luca Scarlini ha scavato negli archivi cartacei e digitali, ha ascoltato testimonianze e ricostruito le tessere di un mosaico straordinario fatto di parole: la storia di Bompiani, della sua casa editrice che fu davvero casa per scrittori e intellettuali italiani e stranieri, emerge in queste pagine più viva che mai.


Luca Scarlini, Bompiani story
Bompiani - 2022 - 240 pagine

mercoledì 8 gennaio 2020

Vite segrete dei grandi scrittori italiani

 


Da Dante a Tondelli, una panoramica molto particolare della letteratura italiana, con notizie, aneddoti e curiosità sui più grandi scrittori nostrani. Sapevate che d'Annunzio aveva un suo harem personale con tanto di cerbero in gonnella all'ingresso? E che la vera tomba di Leopardi non è ancora stata individuata? Pensavate che Machiavelli fosse un serioso classicista? Niente di più sbagliato: andava per bordelli e deliziava gli amici con storielle sboccate. Scoprite l'altra faccia del vostri autori preferiti. 


Tommaso Guaita, Lorenzo Di Giovanni - Vite segrete dei grandi scrittori italiani
Mondadori Electa -2015 - 303 pagine

Scrittori!



Questo libro raccoglie le più importanti opere letterarie del mondo. E alcuni fatti sorprendenti sui loro autori. È compatto ma mai troppo breve. Informativo ma scritto anche con umorismo per offire una lettura piacevole. Leggero, però mai superficiale, Scrittori! apre le porte di un mondo pieno di storie fantastiche, grandi eroi ed esperienze mozzafiato.
La letteratura è un oceano. Bellissimo, scintillante, ma anche sconfinato. I capolavori dei classici (Dante, Shakespeare & Co.) sembrano stagliarsi all'orizzonte come onde altissime, insormontabili. Senza contare le opere dei molti scrittori famosi (Canetti, Pynchon, Lenz...) di cui abbiamo sentito il nome o il titolo delle loro opere ma di cui non sappiamo molto di più... Come non perdersi in tale immensità? Come trovare una rotta di navigazione? Questo libro è la bussola che state cercando. I libri più belli della storia mondiale da Dante ai giorni nostri sono condensati in sintesi fulminanti, accompagnate da fatti sulla vita dei loro autori che non mancheranno di sorprendervi e appassionarvi. Sarà interessante vedere come il vostro libro preferito s'intreccia alla storia del mondo, grazie alla linea temporale che percorre l'intero volume. Un libro che si rivolge tanto a chi frequenta da poco i vasti spazi della letteratura e necessita di una guida per orientarsi, quanto a chi, navigatore già esperto, è ancora in cerca del suo particolare tesoro...


Katharina Mahrenholtz, Dawn Parisi - Scrittori! 
Vite, curiosità e capolavori dei più grandi autori del mondo
Bompiani - 2019 - 192 pagine

Scrittori


Questo libro racconta gli autori più famosi di ogni tempo, ed è un lungo viaggio illustrato dedicato alle personalità che hanno ideato capolavori immortali.

«La mia giornata perfetta consiste nel sedere in una stanza con alcuni fogli bianchi. Questo è il paradiso. È oro, e ogni altra cosa è solo una perdita di tempo» - Cormac McCarthy

Da Dante a Orhan Pamuk, passando per Jane Austen, Oscar Wilde, Hemingway, Italo Calvino e molti altri, corre un filo sottile che unisce generazioni di scrittori lungo i secoli. Questo libro racconta gli autori più famosi di ogni tempo, ed è un lungo viaggio illustrato dedicato alle personalità che hanno ideato capolavori immortali. La vita, le curiosità, le citazioni, la visione del mondo: ogni scrittore è calato nel suo contesto sociale e culturale, grazie anche a un apparato iconografico che darà al lettore un'idea ancora più precisa dell'autore e del suo tempo.

Scrittori. La vita e le opere
Gribaudo - 2019 - 360 pagine

lunedì 4 novembre 2019

I libri sono come le ciliegie



«L’editore è un Don Giovanni: scopre, seduce, vuole, rivuole, colleziona. Ma io sono un uomo di radicate fedeltà, se è permesso l’ossimoro».
Che fare libri fosse soprattutto un gioco di seduzione, Cesare De Michelis lo sapeva bene.
E a osservarne la vicenda umana attraverso lo sguardo fraterno di Marco Sassano, l’impressione è che la sua ininterrotta curiosità gli abbia permesso di vivere più di una vita: giovane assistente alla regia cinematografica, allievo di Vittore Branca, appassionato dell’idea socialista, docente al primo incarico all’Università di Messina e poi professore di Letteratura italiana all’ateneo di Padova, assessore alla pubblica istruzione nella «sua» Venezia, Cavaliere del Lavoro e, soprattutto, editore. In quest’ultima veste ha letto, scritto, prodotto, stampato, ha «indossato» i libri come lenti attraverso cui interpretare il mondo, e fin dalla scelta del nome (un ghibellino in Veneto, regione guelfa) ha fatto di Marsilio una voce controcorrente nel panorama editoriale italiano, scoprendo per primo talenti come Nico Orengo, Antonio Debenedetti, Gaetano Cappelli, Susanna Tamaro e Margaret Mazzantini. Attingendo a sessant’anni di interviste, colloqui privati e interventi pubblici, in questa autobiografia
per interposta persona Marco Sassano riesce nell’intento di restituire la voce di un critico della modernità e delle sue contraddizioni, capace come pochi altri di svelare paradossi, snodi e scenari della nostra industria culturale e di tutta la società italiana.


Marco Sassano, I libri sono come le ciliegie
Cesare De Michelis in parole sue
Marsilio - 2019 - 240 pagine

venerdì 1 marzo 2013

Alla guida dell'Einaudi


 
"Giulio Einaudi detestava un sacco di cose, amava un sacco di cose e aveva un sacco di fissazioni. E tutti questi sacchi io li ho portati in giro per una dozzina di anni. Se ne imparano di cose su una persona, in dodici, tredici anni. Specie se le fai da autista." Chi parla è Mimmo Fiorino, l'autista personale di Giulio Einaudi. In queste pagine rievoca la sua esperienza al fianco dell'editore: dalla routine quotidiana alle trasferte impreviste. Ricorda gli incontri con scrittori e intellettuali come Rigoni Stern, Vassalli, Yehoshua, Bobbio, Natalia Ginzburg. E poi descrive lo speciale rapporto intessuto con il "capo": "Mi sento un po' come se avessi fatto da autista alla storia della letteratura degli ultimi decenni, seppure scritta in modo diverso dai manuali scolastici". Leggere le memorie di Fiorino è come ripercorrere le vicende culturali di uno scorcio di Novecento. Raccontate da chi, a quella letteratura, ci si è seduto davanti.
 
 
Mimmo Fiorino, Alla guida dell'Einaudi
Mondadori - 2011 - 157 pagine

mercoledì 23 gennaio 2013

Colloquio con Giulio Einaudi

 
In questo Colloquio con Severino Cesari - pubblicato per la prima volta da Theoria nel 1991 - Giulio Einaudi, sottraendosi alla tradizionale elusività, ripercorre in soggettiva la storia della Casa editrice, guidando il lettore nel cuore dell'officina editoriale e riannodando l'itinerario dal progetto culturale al libro: dalle mitiche «riunioni del mercoledí» al delicato lavoro di redazione, dalla ricerca di una forma grafica alla conquista del pubblico.
E narrando di libri, Giulio Einaudi delinea un ritratto inatteso, a volte anche commosso, ma sempre pubblico dei fondatori o dei veri «perni» editoriali di questa avventura: uomini come Leone Ginzburg, Cesare Pavese, Italo Calvino, Giulio Bollati, e insieme a loro, dietro di loro, un gruppo di innovatori, di grandi interpreti del lavoro collettivo: Massimo Mila e Giaime Pintor, Felice Balbo e Norberto Bobbio, Elio Vittorini e Luciano Foà, Franco Venturi e Delio Cantimori, Natalia Ginzburg e Cesare Cases.
Smontando e discutendo pezzo per pezzo ogni singolo elemento di questo ineguagliabile laboratorio di idee, Einaudi ci regala una «lezione editoriale» di sorprendente freschezza e ci restituisce il senso di un artigianato intellettuale unico in Italia.
 
 
Severino Cesari, Colloquio con Giulio Einaudi
Einaudi - 2007 - 248 pagine

Per un umanesimo scientifico

 
Proprio di questo «umanesimo scientifico» - un ponte fra le due culture, fra la tradizione umanistica e la grande scienza novecentesca - vennero poste le basi a Torino, nella casa editrice di Giulio Einaudi. Sui primi volumi pubblicati ancora sotto il fascismo si innestò nel dopoguerra un progetto editoriale vasto e ambizioso, di cui fu protagonista un giovane Paolo Boringhieri, che coordinò dalle stanze della casa editrice alcuni fra gli scienziati e filosofi della scienza piú importanti del paese. I loro scontri e le loro idee, che vengono qui per la prima volta indagati in profondità e attraverso documenti inediti, costituiscono di fatto le radici di gran parte dell'odierna cultura scientifica italiana.

«Giulia Boringhieri segnala subito la sfida che questo importante libro ha rappresentato per lei: "I figli di solito scrivono memorie, non storie. Può una figlia raccontare di suo padre e sperare di essere credibile?"
Dipende dal padre, dipende dalla figlia.
Paolo Boringhieri, riservato, alieno dalle dichiarazioni, non amava raccontarsi e non ha lasciato molte tracce di sé nei documenti collettivi della casa editrice Einaudi. Giulia Boringhieri ci narra la sua vicenda, attraverso una ricchissima documentazione, riuscendo a fare della memoria la trama rada e tenace che anima e colora un rigoroso tessuto di ricerca. Con piglio di storica e pietas di figlia ripercorre per noi una zona ancora poco conosciuta dell'Einaudi prima, delle Edizioni Scientifiche Einaudi poi e infine della nascita della casa editrice del "cielo stellato"».  Luisa Mangoni
 
 
Giulia Boringhieri, Per un umanesimo scientifico
Storia di libri, di mio padre e di noi
Einuadi - 2010 - 428 pagine

mercoledì 14 novembre 2012

Intervista con Karen Blixen

 
Estate 1956: sullo sfondo di alcuni dei luoghi più suggestivi di Roma (una piazza Navona al tramonto, il museo di Villa Giulia semideserto, la Casina Valadier a Villa Borghese) l'elegante baronessa Blixen si concede a una lunga intervista, che l'autore suddivide in scene come fosse una pièce teatrale: all'apparenza aristocratica e riservata, corrisponde in realtà lo spirito brillante e ironico di una scrittrice di straordinario talento e di consapevole mestiere, che descrive con passione i suoi gusti letterari, il suo metodo di scrittura e le sue scelte narrative, la sua famiglia d'origine e il soggiorno africano che le cambiò la vita. Uno sguardo ravvicinato su un'artista del racconto che Goffredo Fofi, nella sua introduzione, non esita a paragonare a Borges e Calvino, una personalità letteraria "più complicata, variegata e profonda di quello che i suoi lettori non sempre sospettino, e tantomeno quelli che la conoscono più come personaggio narrato (dal film "La mia Africa") che come personaggio narrante".
 
 
Eugene Walter, Intervista con Karen Blixen
Minimum fax - 1998 - 68 pagine

mercoledì 31 ottobre 2012

L' arte dello scrivere


50 interviste agli scrittori più significativi del 900 mondiale: da Eco a Sepulveda passando per Carter e Roth e Singer. Interessante l'elenco delle opere degli autori tradotte in italiano.


A cura di Sybil Steinberg, L' arte dello scrivere
Marco Tropea Editore - 1996 - 298 pagine

Intervista con William Faulkner




Autore di capolavori indiscussi della letteratura americana come L’urlo e il furore e Luce d’agosto, sceneggiatore di classici hollywoodiani (Acque del sud, Il grande sonno), vincitore del premio Nobel nel 1950; maestro di una "scrittura meridionale", fatta di sensualità, ossessioni, natura, famiglia, destino, e destinata a influenzare generazioni intere di scrittori; tuttavia, come sostiene Goffredo Fofi nella sua introduzione, a differenza del suo amico Hemingway "l’uomo Faulkner si nasconde, non si dà, non si fa personaggio". Rilascia un’intervista sobria e meditata, tutta concentrata sul mestiere della scrittura, sui temi e i personaggi delle sue opere, le fonti della sua ispirazione, il rapporto di odio-amore con il mondo del cinema: il ritratto che ne esce è quello di un autore umile e coraggioso, dalla profonda moralità ma alieno da moralismi ("Il miglior lavoro che mi sia stato offerto è quello di proprietario di un bordello: è il miglior ambiente di lavoro che uno scrittore possa desiderare"), schivo e sottilmente provocatorio al tempo stesso: "Se rinascessi, vorrei essere una poiana: nessuno odia una poiana, nessuno la invidia o la desidera o ne ha bisogno".
 
 
Jean Stein, Intervista con William Faulkner
Minimum fax - 1999 - 76 pagine

sabato 6 ottobre 2012

Sono nato in America...



Le 101 interviste di Italo Calvino raccolte in questo volume - curato da Luca Baranelli, e con un saggio introduttivo di Mario Barenghi - coprono un arco di tempo di trentacinque anni e costituiscono una scelta molto ampia e rappresentativa di tutte quelle concesse dallo scrittore a giornalisti italiani e stranieri: la gran parte di esse era rimasta finora confinata e nascosta nei giornali e nelle riviste che le avevano a suo tempo ospitate.
Con il pretesto di rispondere alle domande dei suoi intervistatori - domande che, in moltissimi casi, sono scritte dallo stesso Calvino, ostile a qualunque intrusione biografica che non fosse controllata dallo schermo della scrittura - egli affronta gli argomenti più svariati: la riflessione sullo stato della letteratura italiana e straniera; il rapporto tra lingua e dialetto; la passione per il cinema e il teatro; gli scrittori prediletti, sia classici (Ariosto, Galileo, Leopardi, Stendhal, Poe, Stevenson, Conrad, flaubert) sia contemporanei (Montale, Pavese, Vittorini, fenoglio, Pasolini, Sciascia, Manganelli, Valéry, Kawabata, Borges, Nabokov, Queneau); la propria parabola politica giovanile e la politica in generale; la scoperta degli Stati uniti; il terrorismo degli anni '70 e il «neo-individualismo» degli anni '80; il suo rapporto con le città (Sanremo, Torino, Venezia, Parigi, New York); il futuro dell'uomo e dell'universo. In questi testi, contraddistinti da una lingua più "parlata", in cui cioè l'esattezza e l'eleganza dello stile di Calvino sono appena mitigate dal clima più affabulatorio dell'intervista, i lettori potranno scoprire moltissime informazioni inedite sulla sua vita e le sue opere, in un originale racconto autobiografico che si snoda attraverso i temi particolarmente cari a Calvino, che nelle sue opere di narrativa restano impliciti o sullo sfondo
Italo Calvino, Sono nato in America...
A cura di Luca Baranelli
Mondadori - 2012 - 708 pagine

domenica 2 settembre 2012

Intervista con W.H. Auden


 
«Penso che la capacità di condurre una conversazione educata sia il prerequisito della civiltà»: ed è proprio col garbo e la finezza di un gentiluomo di altri tempi che Auden, nel 1972, si presta a una conversazione che attraversa i ricordi di infanzia e le esperienze letterarie, fitta di commenti sull’opera propria e altrui, e di giudizi personali su ogni aspetto della cultura inglese e americana contemporanea; un gentiluomo d’altri tempi, ma con lo spirito provocatorio del libero pensatore: dichiara simpatia per gli hippie, confessa di aver provato l’LSD, e ritiene massima fonte di orgoglio il fatto che una sua amica abbia sentito citare a memoria i suoi versi da una prostituta in un carcere di New York.
 
 
Michael Newman, Intervista con W.H. Auden
Minimum fax - 2001 - 90 pagine

mercoledì 29 agosto 2012

Intervista con Thomas S. Eliot


 
Come Henry James, T.S. Eliot è l’americano che ritorna alle origini europee, e in Europa costruisce le basi della sua complessa e intensissima carriera di poeta e critico, che ne farà, a detta di alcuni, una sorta di dittatore culturale del suo tempo. In realtà, quello che si racconta al microfono dell’intervistatore nell’elegante salotto della sua casa di New York è un uomo di settant’anni abbronzato e giovanile, dal tono garbato e dalla risata facile: ripercorre le fasi della sua opera parlando con uguale naturalezza delle fasi compositive dei suoi capolavori poetici, del sodalizio con Ezra Pound e delle sue storie per bambini illustrate. Analizza con grande sensibilità il rapporto fra scrittura teatrale e poetica, fra lingua e televisione, e il panorama della giovane poesia contemporanea, ma evita di dispensare consigli e di assumere pose da "maestro". "Nessun poeta onesto può essere sicuro della validità di ciò che ha scritto", dichiara provocatoriamente. "Potrebbe aver perso il suo tempo ed essersi complicato la vita per niente".
 
 
Donald Hall, Intervista con Thomas S. Eliot
Minimum fax - 2000 - 69 pagine

Intervista con Pablo Neruda



«Anche se, nella sostanza, era particolarmente incline nella sua opera alla confessione autobiografica, Pablo Neruda non ha quasi mai concesso interviste organiche, e preferiva delegare ad altri il compito di rispondere per lui», ricorda nell’introduzione Giuseppe Bellini, traduttore e massimo studioso italiano del poeta. Documento dunque eccezionale, la registrazione di questa lunga conversazione nella sua residenza di Isla Negra, in cui lo scrittore si concede con calore e loquacità, spaziando fra l’impegno politico e il mestiere della scrittura, i ricordi del soggiorno in India e i commenti sullo stato della letteratura contemporanea, i romanzi polizieschi americani, la poesia russa e le canzoni popolari cilene, lasciandoci il ritratto di una personalità esuberante e orgogliosa, animata dalla passione civile e dall’entusiasmo creativo: «Scrivere è come respirare. Non potrei vivere senza respirare e non potrei vivere senza scrivere».


Rita Guibert, Intervista con Pablo Neruda
Minimum fax - 2000 - 81 pagine

martedì 14 agosto 2012

Intervista con Georges Simenon



«Il Balzac del ventesimo secolo», lo definisce Bruno Gambarotta nella sua introduzione: in un’ideale distinzione fra scrittori e narratori, Simenon è un illustre e orgoglioso membro della seconda categoria, uno che scrivendo ha il solo scopo di raccontare una storia, e farlo in modo da tenere incatenato il lettore, farlo restare col fiato sospeso; non si preoccupa di smontare il giocattolo, di riflettere su quello che sta facendo e soprattutto non si preoccupa di "scrivere bene". «Se c’è una bella frase, la taglio», dichiara provocatoriamente all’intervistatore. Rifugge da discussioni filosofiche, parla sempre e soltanto di tecniche narrative e di segreti del mestiere: sceglie i nomi dei suoi personaggi dagli elenchi telefonici, architetta la trama come un problema geometrico, scrive un capitolo al giorno. Fa distinzione fra romanzi commerciali e "puri", ma senza moralismi: di fondo, «io sono un artigiano, e ho bisogno di lavorare con le mie mani. Mi piacerebbe intagliare i miei romanzi in un pezzo di legno».

 
Carvel Collins, Intervista con Georges Simenon
Mimimum fax - 1998 - 56 pagine

Intervista con Allen Ginsberg


Nel maggio 1965, dopo essere stato acclamato dagli studenti di Praga e subito espulso dal governo ceco, Allen Ginsberg è in Inghilterra: l’autore di questa intervista lo conosce per caso durante un reading e lo accompagna nei due giorni successivi di vagabondaggio in autostop (segnali buddisti invece del pollice alzato) per la campagna inglese, fra pellegrinaggi alla tomba di Artù e acquisti di tè. Questo l’insolito background di un’intervista che a tratti diventa libero, vivacissimo monologo: la beat generation, le esperienze lisergiche, il marxismo, le filosofie orientali, William Blake e Paul Cézanne.
Ginsberg racconta aneddoti, cita versi, si confida, si esalta: «Quando sono nel fervore delle lacrime sincere. Allora il controllo è totale. È la sensazione di essere profeta di me stesso e padrone dell’universo». L’ennesima occasione per lasciarsi incantare da una delle personalità più geniali, complesse e straripanti della letteratura contemporanea, per cui l’etichetta di "beat" sembrerebbe forse limitante, se Ginsberg stesso non la portasse con sé in ogni momento con l’orgoglio di una bandiera.


Thomas Clark, Intervista con Allen Ginsberg
Mimimum fax - 1996 - 118 pagine

mercoledì 8 agosto 2012

Intervista con Josif Brodskij



Quando nel 1987 il poeta viene chiamato a Stoccolma per ritirare il premio Nobel per la letteratura, viveva ormai da quindici anni negli Stati Uniti; da dieci era cittadino americano a tutti gli effetti. Qualcuno aveva spinto la sua solitudine a traslocare da un impero all’altro. La particella impazzita era stata espulsa dal sistema, con un’operazione chirurgica (tutt’altro che indolore) che si chiama esilio.
In questa intervista, rilasciata da Brodskij nel suo appartamento al Greenwich Village nel dicembre del 1979, il poeta ci parla degli anni giovanili, del suo rapporto con altri intellettuali russi (tra cui la Achmatova, la Cvetaeva e Solzenicyn), dell’esperienza del confino, dell’incontro con Auden, ma anche della sua passione per la voce di Billie Holiday e per Venezia.


Sven Birkerts, Intervista con Josif Brodskij
Minimum fax - 1996 - 104 pagine

mercoledì 27 giugno 2012

Intervista con Henry Miller


«Come D.H. Lawrence», scrive l’autore di questa intervista, «Henry Miller è da molto tempo un simbolo e una leggenda. Critici e artisti hanno sostenuto la sua causa, gruppi di ammiratori adoranti lo hanno fatto oggetto di veri e propri pellegrinaggi, i beatnik lo hanno emulato: Miller è, sopra ogni altra cosa, un eroe della cultura contemporanea - o un nemico pubblico, per quelli che lo vedono come una minaccia all’ordine e alla legalità». Ma di fatto, l’uomo che ha di fronte durante questa conversazione (avvenuta a Londra nel 1961, quando Miller aveva settant’anni) «assomiglia a un monaco buddista che abbia ingoiato un canarino». Con voce pacata e melodiosa, con umorismo, calore e grande lucidità, racconta i dettagli del processo della scrittura, sempre in bilico fra controllo/disciplina e possessione/abbandono, ricorda gli anni parigini di Tropico del cancro e il successivo rifugiarsi a Big Sur, parla di Rimbaud e Lewis Carroll, di pittura e di jazz, e, ovviamente, di sesso, rivendicando la gioia liberatoria dell’oscenità.


George Wickes, Intervista con Henry Miller
Minimum fax - 1999 - 94 pagine