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mercoledì 19 maggio 2021

Elogio della lettura e della finzione

 

"Ho imparato a leggere a cinque anni, nella classe di fratel Justiniano, nel Colegio de la Salle, a Cochabamba, in Bolivia. È la cosa più importante che mi sia successa nella vita". Inizia cosi il discorso pronunciato da Mario Vargas Llosa alla cerimonia di premiazione del Nobel per la Letteratura a lui assegnato, il 7 dicembre 2010. Insieme racconto, riflessione e memoria, questo scritto ci fa riscoprire la bellezza e la necessità di leggere (e scrivere). E ci regala la storia incantata di un bambino curioso che, con le sue letture e le sue passioni e conducendo una vita intellettuale, letteraria e civile intensissima, diventa un grande scrittore.


Mario Vargas Llosa, Elogio della lettura e della finzione
Einaudi - 2011 - 34 pagine

giovedì 5 aprile 2018

Un cuore intelligente


«Della letteratura non abbiamo bisogno per imparare a leggere. Ne abbiamo bisogno per sottrarre il mondo reale alle letture sommarie». È proprio questa la convinzione che ispira ad Alain Finkielkraut l’appassionato esercizio critico di Un cuore intelligente: raccontare nove tra i più notevoli libri della modernità svelando l’immensa sapienza che lì si cela. Perché la risposta alle grandi domande – «Che cos’è la civiltà? Che cos’è l’arte? Che cosa sono l’ideale e la grazia?» – non può che essere «una risposta narrativa». Rileggendo Tutto scorre... di Vasilij Grossman o La macchia umana di Philip Roth, Lo scherzo di Milan Kundera o Il pranzo di Babette di Karen Blixen, Lord Jim di Joseph Conrad o Washington Square di Henry James, Finkielkraut, che da anni va smascherando le ingiustificate certezze dell’Occidente, si propone di scrutare la realtà incarnata nei particolari e spesso redenta dall’ironia – e, soprattutto, di trovare una chiave per decifrare gli «enigmi del mondo». E con la sua suite di letture ci invita a svincolarci da molteplici trappole, della ragione e del sentimento, per lasciarci educare, tramite la parola letteraria, alla «perspicacia affettiva». Solo così ci verrà concesso quel «cuore intelligente» che re Salomone invocava dall’Eterno, stimandolo più prezioso di ogni altro bene.

Alain Finkielkraut, Un cuore intelligente
Adelphi - 2011 - 212 pagg.

lunedì 27 ottobre 2014

Non sperate di liberarvi dei libri


La gaia scienza: raramente l'espressione nietzschiana è stata così azzeccata per un libro... un libro sui libri! Dal papiro ai supporti elettronici, percorriamo duemila anni di storia del libro attraverso una discussione contemporaneamente erudita e divertente, colta e personale, filosofica e aneddotica, curiosa e gustosa. Passiamo attraverso tempi diversi e diversi luoghi; incontriamo persone reali insieme a personaggi inventati; vi troviamo l'elogio della stupidità, l'analisi della passione del collezionista, le ragioni per cui una certa epoca genera capolavori, il modo in cui funzionano la memoria e la classificazione di una biblioteca. Veniamo a sapere perché 'i polli ci hanno messo un secolo per imparare a non attraversare la strada' e perché 'la nostra conoscenza del passato è dovuta a dei cretini, degli imbecilli o degli avversari'. Insomma, godiamo della 'furia letteraria' di due appassionati che ci trascinano nella loro folle girandola in cui ogni giro sorprende, distrae, insegna. In questi tempi di oscurantismo galoppante, forse è il più bell'omaggio che si possa fare alla cultura e l'antidoto più efficace al disincanto.


Eco Umberto; Carrière Jean-Claude - Non sperate di liberarvi dei libri
Bompiani - 2011 - 250 pagine

martedì 22 luglio 2014

Fuori catalogo: storie di libri e librerie


Undici racconti a formare un romanzo in un gioco continuo di rimandi e incastri. Un omaggio alla grande letteratura senza tempo che diventa la cornice di una vita vissuta per i libri e tra i libri. Undici piccoli ritratti in cui realtà e finzione si fondono e confondono, in cui vita e letteratura diventano inseparabili. Libri, librai e lettori sono i protagonisti di questo curioso inventario in cui i diversi personaggi saltano, indisciplinati e irrequieti, da una pagina all’altra contaminando anche le storie vicine. Con una postfazione di Marco Cassini.


Rocco Pinto, Fuori catalogo: storie di libri e librerie
Voland - 2011 - 128 pagine

lunedì 13 gennaio 2014

Fuori catalogo: storie di libri e librerie



Undici racconti a formare un romanzo in un gioco continuo di rimandi e incastri. Un omaggio alla grande letteratura senza tempo che diventa la cornice di una vita vissuta per i libri e tra i libri. Undici piccoli ritratti in cui realtà e finzione si fondono e confondono, in cui vita e letteratura diventano inseparabili. Libri, librai e lettori sono i protagonisti di questo curioso inventario in cui i diversi personaggi saltano, indisciplinati e irrequieti, da una pagina all’altra contaminando anche le storie vicine. Con una postfazione di Marco Cassini.
 
 
Rocco Pinto, Fuori catalogo: storie di libri e librerie
Voland - 2011 - 128 pagine

giovedì 27 giugno 2013

La biblioteca per ragazzi raccontata agli adulti



La biblioteca per ragazzi rappresenta una risorsa fondamentale tra gli strumenti educativi oggi a disposizione. Ma cosa ne sa davvero un adulto che abitualmente non la frequenta? Questo testo si propone di prenderlo per mano e condurlo in un viaggio Informale tra gli spazi, le collezioni, le attività e le specificità che la caratterizzano. Un viaggio volto a scoprire non solo cosa ce e cosa si fa tra le mura di uno spazio dedicato ai più piccoli, ma anche un percorso in una realtà in divenire: ì ragazzi cambiano, i nativi digitali bussano alla porta, la biblioteca si rinnova.
 
 
Caterina Ramonda, La biblioteca per ragazzi raccontata agli adulti
Editrice Bibliografica - 2011 - 128 pagine

martedì 28 maggio 2013

Dieci buoni motivi per andare in biblioteca



Dieci piccole storie che raccontano la biblioteca pubblica attraverso la voce di chi la frequenta. Un divertimento in dieci variazioni, un intermezzo e un finale per provare a spiegare con parole semplici cosa fa, o dovrebbe fare, una buona biblioteca di base e come la sua frequentazione possa aiutare a vivere meglio. Uno stimolo ad avvicinare alla biblioteca anche chi non è un lettore accanito o chi la scuola l’ha finita da un pezzo. Un libro scritto per provare a veicolare un’idea antica eppure rivoluzionaria, che la biblioteca è un bene di tutti e può contribuire ad affrontare le grandi questioni della vita e i piccoli problemi di ogni giorno.
 
 
Stefano Parise, Dieci buoni motivi per andare in biblioteca
Editrice bibliografica - 2011 - 142 pagine

lunedì 29 aprile 2013

Ah, la vecchia Bur!



Questo libro-intervista a Evaldo Violo, per oltre trent'anni direttore della BUR e oggi consulente della Nino Aragno Editore, offre l'occasione per ripercorrere, da un'angolazione privilegiata, un buon tratto della storia dell'editoria italiana del dopoguerra. Lo sguardo di uno dei suoi protagonisti si posa infatti, senza mai sfuggire alla complessità dei problemi, su una vicenda strettamente connessa a quella di un paese che in pochi anni ha conosciuto una trasformazione profonda della sua struttura sociale, secondo un processo non privo di contraddizioni anche drammatiche e di forti squilibri. Tra i paesi cosiddetti avanzati l'Italia vanta uno dei più bassi indici di lettura, un dato che incide si può dire in permanenza nella progettazione di una linea editoriale che debba coniugare qualità e bilanci, rigore e divulgazione. Il caso della BUR che rinasce nel 1973 con una proposta fortemente innovativa senza per questo spegnere il ricordo della gloriosa collana "grigia" che l'aveva preceduta emerge dalle parole del suo storico direttore con forza di paradigma, vivacità di racconto, schiettezza di giudizio.
 
 
Evaldo Violo, Ah la vecchia Bur
Unicopli - 2011 - 186 pagine

mercoledì 6 marzo 2013

Tirature 2011


 
In data 2010, la stagione dell'euforia da benessere è solo un ricordo svagato. I più svegli tra gli scrittori, specialmente giovani, se ne sono resi conto da un pezzo, e si applicano per mettere a fuoco i grandi motivi di preoccupazione del nostro tempo: come la piaga endemica del precariato o il dramma epocale delle migrazioni. Parecchi hanno portato in scena ragazze e ragazzi che crescono senza e contro i genitori, peggio che se fossero orfani. C'è chi trova nel genere poliziesco il mezzo migliore per portare allo scoperto le prevaricazioni più insidiose della realtà economico sociale. E c'è chi accantona le fantasie, convinto che i resoconti dell'esperienza vissuta siano più appassionanti delle invenzioni romanzesche. Intanto l'editoria si attrezza per fare fronte alla novità formidabile del libro elettronico; e dai blog nasce una forma inedita di comunità letteraria di ampiezza illimitata.
 
 
A cura di Vittorio Spinazzola, Tirature 2011
L'Italia del dopo benessere
Il Saggiatore - 2011 - 286 pagine

venerdì 1 marzo 2013

Alla guida dell'Einaudi


 
"Giulio Einaudi detestava un sacco di cose, amava un sacco di cose e aveva un sacco di fissazioni. E tutti questi sacchi io li ho portati in giro per una dozzina di anni. Se ne imparano di cose su una persona, in dodici, tredici anni. Specie se le fai da autista." Chi parla è Mimmo Fiorino, l'autista personale di Giulio Einaudi. In queste pagine rievoca la sua esperienza al fianco dell'editore: dalla routine quotidiana alle trasferte impreviste. Ricorda gli incontri con scrittori e intellettuali come Rigoni Stern, Vassalli, Yehoshua, Bobbio, Natalia Ginzburg. E poi descrive lo speciale rapporto intessuto con il "capo": "Mi sento un po' come se avessi fatto da autista alla storia della letteratura degli ultimi decenni, seppure scritta in modo diverso dai manuali scolastici". Leggere le memorie di Fiorino è come ripercorrere le vicende culturali di uno scorcio di Novecento. Raccontate da chi, a quella letteratura, ci si è seduto davanti.
 
 
Mimmo Fiorino, Alla guida dell'Einaudi
Mondadori - 2011 - 157 pagine

I ferri dell'editore



«Ci attendono anni di incertezza, anche nell’editoria. Leggeremo su carta o in formato elettronico? Continueremo a leggere o la lettura sparirà? Cosa leggeremo: solo best-seller (e quali best-seller) o ci sarà una ripresa della lettura più impegnata?» Un pamphlet sulle sfide del mestiere editoriale di oggi, sui nuovi strumenti digitali, sulle persone che lavorano con passione, spesso nell’ombra, per proporre nuove storie a un pubblico mai così esigente e critico.
 
 
Sandro Ferri, I ferri dell'editore
Edizioni e/o - 2011 - 160 pagine

venerdì 25 gennaio 2013

Fare i libri


 
Chi l’ha detto che un libro non si giudica dalla copertina? In realtà la veste grafica è una parte importantissima di ogni progetto editoriale: la scelta dei colori, delle illustrazioni, dei caratteri di stampa, la disposizione dei testi all’esterno e all’interno connotano fortemente il libro, possono decretarne il successo o l’insuccesso, e senz’altro contribuiscono a creare la riconoscibilità di un editore.
Con questo volume Minimum fax vuole accompagnare i suoi lettori in una visita guidata all’interno dell’«officina» dove si mette a punto il look dell’oggetto-libro: non solo l’art director, ma tutte le figure coinvolte nel lavoro editoriale raccontano in prima persona dieci anni di sviluppo della veste tipografica e dell’immagine coordinata della casa editrice. Spiegano i problemi affrontati e le soluzioni trovate, i criteri di politica editoriale che hanno guidato ogni singola scelta, gli espedienti tecnici che hanno funzionato meglio e – perché no? – anche gli errori di percorso.
È la storia illustrata di un decennio di attività creativa e di scambio di idee, la celebrazione della passione e della cura artigianale indispensabili per fare i libri; ma anche un utile strumento per chi voglia addentrarsi, da studioso o da profano, nell’affascinante universo del book design.
 
 
Riccardo Falcinelli, Fare i libri
Minimim fax - 2011 - 170 pagine

giovedì 6 dicembre 2012

Bibliomanie

 
 
La passione d'aver libri e le sue conseguenze sull'animo umano: questo il filo rosso che percorre i tre racconti dell'800 francese qui riuniti: "Boulard bibliomane", dal saggio "Boulard bibliomane ou la médicine des passions" (1841) di J-B Descuret, "Bibliomanie" (1836) di Gustave Flaubert e "L'enfer de bibliophile" (1860) di Charles Asselineau. I tre autori, un illustre medico, un grande scrittore alla sua prima prova d'autore e un letterato decadentista, delineano con arguta perspicacia psicologica i tratti distintivi dell'animo afflitto dalla passione e dalla mania dei libri: la bibliofilia e la bibliomania. Il confine tra i due termini è sottile, quasi impercettibile, e spesso si crea confusione. direi che il bibliofilo possiede i libri, il bibliomane ne è posseduto afferma Descuret nella sua patologia delle passioni. L'insaziabile desiderio di libri angoscia il bibliomane, che ai libri consacra tutto se stesso, ogni sua risorsa, terrena e spirituale, persino la vita. Scendete anche voi a braccetto col diavolo nel girone dei maniaci di libri, voi che amando leggere e amando i libri, vi sentite bibliofili, e serbate in fondo all'animo la consapevolezza di essere tutti un po' bibliomani.
 
 
A cura di Coralba Colomba
Bibliomanie. Passioni, malattie e dannazioni di chi ama troppo i libri
Marco Valerio - 2011 - 88 pagine

domenica 2 settembre 2012

Nuotare sott'acqua e trattenere il fiato

 
 
Questo volume raccoglie le riflessioni e i giudizi espressi dal grande scrittore americano, lungo tutta la sua vita, sul tema dello scrivere: cos’è lo scrittore e che cosa fa, cosa vuol dire scrivere, come si gestiscono i personaggi di un romanzo, qual è il rapporto tra lo scrittore e il mondo dell’editoria e della critica. L’autore simbolo dei Roaring Twenties fornisce suggerimenti assai vari, assecondando la sua naturale tendenza a insegnare, a comunicare la propria esperienza.
In tempi in cui tutto sembra procedere verso lo smascheramento dell’apparenza, Fitzgerald va nella direzione opposta, lontano dalle certezze che ostacolano il cammino verso l’illusione della bellezza. «Scrivere bene», dice, «è sempre nuotare sott’acqua e trattenere il fiato».
 
 
Francis S. Fitzgerald, Nuotare sott'acqua e trattenere il fiato
Minimum fax - 2008 - 114 pagine

Scrivere è un tic

 
Un viaggio virtuale sulle scrivanie, nelle case, nelle abitudini dei più famosi e amati scrittori contemporanei italiani e stranieri. Da Pasolini a Umberto Eco, da García Márquez a Isabel Allende, da Hemingway a DeLillo: in poco più di cento pagine Scrivere è un tic indaga, analizza e confronta i metodi di scrittura delle penne più celebri del Novecento. Il mestiere, la disciplina, la riscrittura, il luogo di lavoro, le piccole ritualità quotidiane, le fissazioni e le scaramanzie, le letture, i tempi morti, i guadagni, i consigli: una guida ragionata alla scrittura e agli scrittori, che appassiona, incuriosisce e diverte.
 
 
Francesco Piccolo, Scrivere è un tic
Minimum fax - 2011 - 131 pagine

mercoledì 27 giugno 2012

Scrivere per stare meglio


Louise DeSalvo, docente universitaria e principale esponente del genere “memoir”, propone un testo che si presenta insieme come manuale di scrittura, testimonianza personale e strumento terapeutico. Un testo, quindi, che può interessare sia il singolo scrittore, o aspirante tale, che voglia sperimentare le potenzialità della scrittura come strumento di conoscenza di sé, di crescita personale e di superamento dei traumi, sia il tecnico o l’operatore, che può trovarvi utilissimi spunti su come utilizzare la scrittura ai fini del recupero nelle situazioni di disagio psicologico. Il libro si divide in tre parti. Nella prima l’autrice esplora le potenzialità terapeutiche della scrittura, prendendo come base le teorie dello psicologo Pennebaker, e sottolinea in particolare il ruolo importante che questa può svolgere per favorire quell’apertura verso l’esterno che è vitale per il superamento dei traumi emotivi, siano essi più o meno gravi. La seconda parte costituisce il nocciolo centrale del libro ed è una vera e propria guida alla scrittura come conoscenza di sé. Qui l’autrice divide il processo in sette fasi ben distinte (preparare, pianificare, germinare, lavorare, approfondire, modellare, ordinare, completare) fornendo per ciascuna particolari indicazioni pratiche e guidando il lettore passo dopo passo durante tutta l’esperienza della scrittura. L’ultima parte offre una panoramica di esempi, tratti dalla letteratura mondiale, di autori per i quali la scrittura è diventata strumento di superamento del dolore attraverso la conoscenza e l’accettazione di sé.


Louise DeSalvo, Scrivere per stare meglio
Dino Audino editore - 2011 - 160 pagine

Aristotele a Hollywood


Partendo dai concetti chiave della Poetica di Aristotele, questo libro porta avanti un’originale intuizione sugli elementi e i meccanismi narrativi necessari a creare il coinvolgimento del pubblico. Un’intuizione riguardante la narrazione in quanto tale, indipendentemente dal medium linguistico attraverso cui si esprime, e per questo applicabile dal romanzo al film al videogioco. Hiltunen esamina in quest’ottica, tra gli altri, Edipo re, Amleto e Giulietta e Romeo, ma anche Cenerentola, il libro di Grisham Il socio o film come Il fuggitivo e Ghost o una puntata della serie tv ER. Arriva così a spiegare come si ottiene il “piacere che è proprio del testo”, che per Aristotele è il fine della tragedia e per noi lo scopo di ogni tipo di narrazione. In altri termini, Hiltunen, partendo da Aristotele, tenta una modernizzazione convincente di quella “formula del successo” che spesso blockbuster e best seller sembrano contenere ma alla cui ricerca finora pochi si sono accostati con sguardo analitico.


Ari Hiltunen, Aristotele a Hollywood
Dino Audino editore - 2011 - 127 pagine

Scrivere libri per ragazzi


Negli ultimi anni la letteratura per ragazzi si è conquistata un posto in primo piano nel panorama letterario internazionale, grazie agli strepitosi successi di romanzi che sono diventati veri e propri simboli di questo settore.
Ma come si fa a scrivere un Harry Potter o un Twilight?
Quali sono gli ingredienti che gli autori di libri per ragazzi, siano albi illustrati o romanzi per teenager, utilizzano per affascinare un pubblico di lettori così difficile, volubile e, soprattutto, destinato a crescere in fretta?
In questo manuale Manuela Salvi svela con estrema chiarezza i segreti di un mestiere meraviglioso e difficile, in cui le competenze tecniche e il talento devono mescolarsi a una visione della vita dinamica e a una conoscenza dei rigidi meccanismi che regolano un mercato redditizio e complesso.
Dai requisiti che un autore per ragazzi dovrebbe avere agli elementi con cui valutare un’idea di storia, dalla costruzione della struttura narrativa alla creazione di personaggi tridimensionali, il percorso creativo non esclude l’analisi di fattori importanti come la vendibilità, il rapporto della poetica personale con le mode e le tendenze, i metodi per aggirare le difficoltà di pubblicazione e quelli per autopromuoversi una volta diventati autori a tutti gli effetti.
Scritto con ironia e leggerezza, ricco di aneddoti ed esempi pratici, questo manuale al momento non teme concorrenza: unico in Italia, prezioso perché analizza la realtà editoriale del nostro Paese dall’interno e ne chiarisce le chiavi di accesso.


Manuela Salvi, Scrivere libri per ragazzi
Dino Audino editore - 2011 - 143 pagine

martedì 26 giugno 2012

Master di scrittura creativa


Una narrazione efficace deriva da diversi elementi, i più importanti dei quali restano nascosti in maniera tale da risultare spesso difficili da individuare e analizzare. Tuttavia sono necessari alla coerenza e alla continuità della storia poiché creano il tessuto narrativo sul quale l’immaginazione del lettore può viaggiare ed essere coinvolta. Questo libro costituisce il secondo livello per chi già possiede gli strumenti essenziali per creare trama, scene e dialoghi. Qui infatti si parla di quelle tecniche che danno a chi scrive maggior consapevolezza del proprio operare con l’obiettivo sia di riuscire a esprimere in modo più adeguato e complesso le proprie emozioni, sia di creare un rapporto col lettore più coinvolgente ed empatico. I capitoli del libro spaziano dalla costruzione del colpo di scena o del cliffhanger – il gancio che serve a chiudere una sequenza narrativa in modo tale da catturare il pubblico e portarlo ad aspettare con ansia il proseguimento della lettura – alla scrittura dei prologhi e degli epiloghi. Dalla creazione della suspense a quella dei subplot, dai problemi di ritmo e velocità a quelli della semplicità espressiva e alla cura dei dettagli. Insomma una vera e propria cassetta degli attrezzi utile sia a chi vuole costruire una storia in quanto scrittore, ma anche a chi vuole decodificarla in quanto semplice lettore.


Jessica Page Morrell, Master di scrittura creativa
Dino Audino editore - 2011 - 176 pagine

giovedì 7 giugno 2012

Come i libri mi hanno salvato la vita


In terra c’è una borsa aperta, contiene già alcuni indumenti da notte, dei documenti, un tubetto di dentifricio. Manca solo un libro, e poi può essere chiusa. Sul vialetto davanti a casa è parcheggiata l’auto di un’amica, la persona che accompagnerà Brenda in ospedale.
Il libro che verrà infilato proprio sotto la zip è la prima cosa che lei prenderà in mano, quando si ritroverà in una stanza vuota, in un luogo che nemmeno riesce a immaginare. È una scelta importante, dev’essere il libro giusto, e Brenda Walker, scrittrice e docente di letteratura, è sempre vissuta di libri.
Ora che è diventata anche altro – una paziente – non può abbandonare la narrazione.
La diagnosi di tumore al seno è stata come una vertigine, la sensazione di precipitare in caduta libera. La paura per sé, per quel figlio che ancora deve finire di crescere, e poi la consapevolezza dei passi da compiere: leggeri ma decisi, via dalla morte, verso uno scopo. Verso la speranza. Sono cinque le fasi di questo pericoloso viaggio e i titoli hanno un suono netto, inequivocabile: chirurgia, chemioterapia, radioterapia, ricostruzione, sopravvivenza.
Viaggio scandito dai libri giusti, quelli che offrono sostegno ma non per forza consolazione, perché se uno scrittore può portarci in luoghi strani, difficili, le sue sono mani fidate. Quei libri che ci fanno vivere altre vite, altri amori, altre paure che la nostra singola esistenza non può contenere. Il percorso tumultuoso di Brenda verso la guarigione, grazie ai libri, è diventato denso di bagliori, rivelazioni che hanno tenuto a bada la paura. Così ha riletto – e noi con lei – da Don DeLillo a Dante, da Beckett a Karen Blixen, da Nabokov a Dickens, da Tolstoj a Cunningham, da Remarque a Coetzee.
Non vuole fuggire dalla realtà, Brenda, vuole acquisire una più profonda consapevolezza dell’amore di madre, della somiglianza tra fratelli, della meraviglia del corpo, della dolcezza di un’amicizia, di tutto ciò che la possibilità della nostra morte rende essenziale comprendere.


Brenda Walker, Come i libri mi hanno salvato la vita, Cairo
Anno 2011 - 224 pagine