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martedì 28 ottobre 2014

La quarta rivoluzione



Se la scrittura si avvale già da tempo degli strumenti offerti dal mondo digitale, la lettura - e in particolare la lettura di libri - è rimasta finora legata prevalentemente ai supporti cartacei. Quando pensiamo a un libro pensiamo ancora, come nei secoli passati, a un oggetto composto di pagine di carta, stampate e rilegate. Ma l'introduzione di libri elettronici e biblioteche digitali, la diffusione di tecnologie come la carta e l'inchiostro elettronici, o di dispositivi di lettura come il Kindle di Amazon, il Nook di Barnes & Noble e il chiacchieratissimo e ancora misterioso iPad, sembrano destinati a cambiare le nostre abitudini e il mercato librario. Il mondo della lettura si avvia a conoscere una rivoluzione che molti ritengono per ampiezza e importanza paragonabile all'invenzione della stampa. Una rivoluzione al cui interno non è affatto facile orientarsi. Dove sta andando, il libro? È veramente minacciato? Le nuove tecnologie rappresentano per la cultura del libro un pericolo o un'opportunità (o entrambe le cose)? Di quali competenze abbiamo o avremo bisogno, per poter continuare a scrivere, a pubblicare, e soprattutto a leggere?
 
 
Roncaglia Gino - La quarta rivoluzione. Sei lezioni sul futuro del libro
Laterza - 2010 - 284 pagine

lunedì 27 ottobre 2014

Che fine faranno i libri?


 
 
Che cos'è un eBook? E che ne sarà dell'editoria quando il libro elettronico si imporrà, trasformando in modo radicale il mondo della scrittura e della lettura, le regole del copyright, la filiera produttiva dei testi, gli strumenti dell'offerta e della ricezione? Quale sarà il destino del libro nel caos della rete? L'autore ci invita ad affrontare questa rivoluzione con sguardo consapevole ma non apocalittico: perché è rischioso considerare solo come un "nemico" il libro di domani.

 
Cataluccio Francesco M. - Che fine faranno i libri?
Nottetempo - 2010 - 59 pagine

martedì 22 luglio 2014

Mein Kampf. Storia di un libro

 
 
Anno 1924. In una cella del carcere di Landsberg, in Baviera, un detenuto pesta furiosamente sui tasti di una macchina per scrivere Remington. Mentre sconta una pena troppo mite per un tentato colpo di Stato, l'uomo accumula fogli su fogli di un dattiloscritto, che sarà pubblicato un anno dopo. Grazie a una carriera a dir poco folgorante, nemmeno un decennio più tardi quel detenuto diventerà cancelliere della Germania, e il suo libro una delle opere che determineranno la storia del XX secolo. Il nome di quel detenuto: Adolf Hitler. Il titolo di quel volume: "Mein Kampf". Mentre sull'autore sono stati versati fiumi d'inchiostro, il libro è rimasto in disparte, offuscato da temi ritenuti storicamente più cruciali. Eppure si tratta del testo politico più venduto di tutti i tempi. Affascinato dalle vicende spesso paradossali di questo "best seller planetario", il giornalista Antoine Vitkine apre una vera e propria inchiesta, muovendo dagli scaffali polverosi di oscuri editori dello scorso secolo, per ricostruirne la storia intricata. Sappiamo veramente com'è stato scritto Mein Kampf, e quale ruolo ha giocato nell'accesso al potere del suo autore? Perché nessuno prese sul serio quel caporale austriaco che metteva nero su bianco i suoi crimini a venire? Perché lo stesso Hitler, in diversi momenti, si premurò di rinnegarlo e di farne pubblicare in Francia una versione diversa?
 
 
Antoine Vitkine, Mein Kampf. Storia di un libro
Cairo editore - 2010 - 281 pagine

Storie avventurose di libri necessari

 
 
Tra documenti inediti, lettere private, scritti dimenticati o nascosti dagli autori stessi, Scarpa da paziente archeologo, riporta alla luce meraviglie rimaste per troppo tempo defilate. Tredici saggi sulle fortune e gli infortuni, i segreti e gli intrighi di opere trascurate ma in realtà fondamentali del ‘900. Si parte da Stevenson. Si prosegue con Corrado Alvaro, Beckett, Borges, Fortini, Vittorini, Marguerite Duras, Calvino, Fenoglio, Meneghello e tanti altri.
Infine interrogherà Primo Levi e Manganelli finché non confesseranno le vere ragioni della loro contesa su lo scrivere chiaro e lo scrivere oscuro.
 
 
Domenico Scarpa, Storie avventurose di libri necessari
Gaffi - 2010 - 488 pagine

venerdì 15 novembre 2013

Mein Kampf. Storia di un libro



Scritto in carcere nel 1924,”Mein Kampf” (“La mia battaglia”) è il libro in cui Adolf Hitler espone il suo pensiero e il programma politico del nazionalsocialismo. “Führerprinzip”, “spazio vitale” a Est, superiorità ariana, antisemitismo: in altre parole, “Mein Kampf” è il più terrificante trattato politico mai scritto, eppure anche il più letto nella storia. Dodici milioni di copie vendute in Germania tra il 1925 e il 1945, centinaia di migliaia diffuse ancora oggi in tutto il mondo: tradotto in sedici lingue, è pubblicato in Italia, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, per non parlare degli oltre 80.000 esemplari venduti in Turchia in quattro mesi. Ma che cosa dice davvero questo libro? In che modo la sua pubblicazione ha facilitato l’ascesa al potere del Führer? Qual è la storia di questo testo nei paesi in cui fu pubblicato? Chi lo ha edito in Italia e quando? Un’inchiesta appassionante, rigorosa, inedita che, attraverso la barbarie del nazionalsocialismo, accompagna il lettore dalla cella in cui Hitler ha steso il suo libro fino a oggi: è l’unico modo per comprendere perché un simile aberrante manifesto di estremismo e razzismo resti di scottante attualità in questo nostro inizio di XXI secolo.
 
 
Antoine Vitkine, Mein Kampf. Storia di un libro
Cairo - 2010 - 320 pagine

martedì 30 luglio 2013

Il libro selvaggio


 
 

Ci sono libri con una forte personalità. Libri che si scelgono i lettori, e non viceversa. E libri che rifiutano di farsi leggere. Juan, quattordici anni, trascorre le vacanze dallo zio Tito, il bibliofilo più pazzo del mondo. Nel labirinto della sua biblioteca Juan scopre che i libri hanno una vita propria. Alcuni addirittura cambiano contenuto a seconda di chi li legge. Altri, invece, si nascondono. Come "II libro selvaggio", che si lascerà leggere da una sola persona, da un lettore speciale. Perché leggere è un atto creativo. I libri sono magici. I libri sono vivi. E sono tutti diversi, come noi. "L'abilità di narratore di Villoro è al servizio di un sorprendente romanzo di avventura e intrighi che ha per protagonisti dei personaggi insoliti: libri 'vivi', dotati di poteri eccezionali e capaci di cambiare la vita delle persone." (Babelia)
 
 
Juan Villoro, Il libro selvaggio
Salani - 2010 - 218 pagine

Le biblioteche raccontate a mia figlia


 
"Un giorno, guardando i ragazzi che frequentano la mia biblioteca, ho pensato: studiano come me quando avevo ventanni, ma è cambiato il modo di leggere, di scrivere, di esprimersi; sono cambiati gli strumenti di comunicazione ed è nata Internet. Le biblioteche stanno cambiando insieme a questi ragazzi. Non è facile, perché è tutto molto rapido e nessuno sa come si è trasformata, nelle loro menti, l'idea del libro e della biblioteca. Pensando a loro, ho pensato a te... Ho scritto un racconto semplice: una visita guidata tra passato e futuro. Prova a leggerla, prima di entrare in biblioteca".
 
 
Fernando Venturini,  Le biblioteche raccontate a mia figlia
Editrice Bibliografica - 2010 - 129 pagine
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788870756951 Le biblioteche raccontate a mia figlia "Un giorno, guardando i ragazzi che frequentano la mia biblioteca, ho pensato: studiano come me quando avevo ventanni, ma è cambiato il modo di leggere, di scrivere, di esprimersi; sono cambiati gli strumenti di comunicazione ed è nata Internet. Le biblioteche stanno cambiando insieme a questi ragazzi. Non è facile, perché è tutto molto rapido e nessuno sa come si è trasformata, nelle loro menti, l'idea del libro e della biblioteca. Pensando a loro, ho pensato a te... Ho scritto un racconto semplice: una visita guidata tra passato e futuro. Prova a leggerla, prima di entrare in biblioteca". 10,20 new EUR in_stock

mercoledì 6 marzo 2013

Tirature 2010


 
Ai giorni nostri, il lungo ciclo avanguardistico-neoavanguardistico appare ormai un ricordo del passato. L'attività di scrittura e lettura si è ristrutturata all'insegna della prosa di romanzo, non dell'antiromanzo. Ma ciò non significa pensare a un ritorno all'epica. A farsi avanti è l'esigenza di un nuovo realismo, orientato a una riscoperta dell'Italia reale, con i suoi problemi e le sue contraddizioni psicosociali, dall'angosciosa questione meridionale alla bruciante questione morale. Le grandi speranze di un cambiamento radicale del mondo sono cadute. Ora si tratta di fare i conti con l'oggettività delle nostre condizioni di vita, esercitando l'immaginario per darcene una rappresentazione più vera del vero. E per questo è utile anche tornare a riflettere sulla stagione dello sperimentalismo postfascista, che va sotto il nome di neorealismo.
 
 
A cura di Vincenzo Spinazzola, Tirature 2010
Il new Italian realism
Il Saggiatore - 2010 - 250 pagine

sabato 2 marzo 2013

Libraio per caso



Ha fatto molta strada Romano Montroni da quando, giovanissimo, pedalava in sella a una bicicletta con un cassone pieno di libri. È cominciata così una straordinaria avventura umana e professionale, segnata dall'incontro con Giangiacomo Feltrinelli: nel 1963, a ventiquattro anni, Montroni è il direttore della Libreria Feltrinelli di piazza Ravegnana, a Bologna, e uno dei più giovani direttori di libreria d'Italia. È la prima tappa di un lunghissimo cammino costellato di incontri, progetti, idee, sfide, sorprese. E di successi. Nel 2005, poi, il distacco dalla Feltrinelli e l'inizio di un nuovo corso come consulente del progetto Librerie Coop. Traboccante dello slancio, dell'entusiasmo e della passione che gli sono propri, in questo "ritratto del libraio da giovane" che è memoria e al tempo stesso romanzo di formazione, Romano Montroni si racconta; nel farlo, racconta anche una stagione culturale vista dal suo personalissimo osservatorio, la libreria: dai movimenti studenteschi del '68 e del '77 alla crisi dei primi anni ottanta, ai libri al chilo, ai megastore. E intanto, con un piede nel passato e l'altro, risolutamente, nel futuro, continua instancabile a trasmettere la capacità di "vendere l'anima" a nuove generazioni di librai.
 
 
Romano Montroni, Libraio per caso
Una vita tra autori e lettori
Marsilio - 2010 - 362 pagine

venerdì 1 marzo 2013

Vendere l'anima



Romano Montroni guida il lettore con vivacità e passione nell’universo delle librerie, ne spiega i meccanismi organizzativi, le modalità di gestione, l’ideazione e la realizzazione dei servizi, la qualità delle relazioni con il pubblico, la capacità di proposta culturale: in breve quei ‘valori’ che dovrebbero diventare la parola d’ordine per la libreria del futuro.
 
 
Romano Montroni, Vendere l'anima
Il mestiere del libraio
Laterza - 2010 - 324 pagine

venerdì 25 gennaio 2013

Potresti anche dirmi grazie



Nelle officine di Mondadori e di Rizzoli, di Einaudi e di Bompiani, di Garzanti e di Feltrinelli, fino ai microlaboratori di e/o e di minimum fax. Quarant’anni di lavoro editoriale raccontati dalle voci dei protagonisti. Nel retrobottega dell’editoria troviamo i maggiori scrittori italiani e stranieri, più spesso al ristorante o in trattoria che in redazione, con le loro debolezze e le passioni, gli umori e i malumori. Leggere questa memoria orale della letteratura contemporanea è come trovarsi faccia a faccia con Oriana Fallaci che in cucina prepara un fritto di pesce, con Allen Ginsberg che si lancia su un piatto fumante di ravioli, con Sciascia che mette mano al portafogli prima di chiunque, con Simenon che aborre gli oggetti di colore verde, con Ellroy che in piena notte, a Milano, urla: «Sono il cane pazzo della letteratura!», con Kerouac sbronzo tra le braccia di mamma-Nanda (Pivano), con Terzani che saluta un amico per l’ultima volta. E poi: Moravia, Morante, Bufalino, Gadda, Calvino, Soldati, Kundera, Rushdie, Harris, Grisham, Eco, Biagi, Manganelli, Bunker, Tamaro, Allende, Tabucchi, Vázquez Montalbán, Doris Lessing, Arbasino, Tondelli, Ammaniti e tanti altri. Tutti scrittori che non avete mai visto così da vicino.
 
 
Paolo Di Stefano, Potresti anche dirmi grazie
Rizzoli - 2010 - 240 pagine

Tiro libero

 
Cedendo al cordiale invito del suo editore, Guido Davico Bonino ha acconsentito a render pubblico questo "diarietto invecchiando", nel cinquantenario del suo praticantato letterario (del 1960 sono infatti le sue prime note critiche su Calvino, Montale, Ungaretti). Pur nella dispersività degli appunti di lettura, tre sono sostanzialmente le linee di riflessione di questo polemico "giornale letterario": lo scadimento dell'insegnamento universitario delle discipline umanistiche, dimentico dei metodi, svilito nei contenuti, inquinato dalla maldicenza; la superficialità della critica letteraria militante, cinicamente manovriera, ostinatamente maniaca o baldanzosamente mattacchiona; l'anonimo grigiore della giovane narrativa "ombelicale", abbarbicata ai propri "idoli" (carriera, denaro, sesso). Se un approdo c'è al di là di questi bersagli polemici, è nell'appassionata e strenua difesa di un'assidua preparazione e di una competenza approfondita nell'esercizio dell'attività letteraria, a dispetto della sfrontatezza dell'editoria dei manager, che hanno scambiato una collana di libri per una catena di montaggio, o dello sterile esibizionismo delle istituzioni letterarie, come i veteromondani premi pubblici e privati, o i neopopulisti festival di cultura.
 
 
Guido Davico Bonino, Tiro libero
Aragno - 2010 - 223 pagine

mercoledì 23 gennaio 2013

Libri necessari


Le scelte ideologico-politiche di G. Feltrinelli continuano ad attrarre l'attenzione di storici e biografi velando in parte la sua figura di editore. Per ricostruire il percorso della casa editrice da lui fondata a Milano nel 1954, il volume individua e descrive le principali linee di sviluppo che hanno contraddistinto la produzione letteraria della Giangiacomo Feltrinelli Editore nei suoi primi dieci anni di attività, quelli che maggiormente si identificano con la presenza, l'impegno e gli orientamenti iniziali del suo fondatore e degli intellettuali-editori che insieme a lui hanno "fatto" la casa editrice. Attraverso l'analisi delle singole edizioni e delle recensioni coeve, la consultazione di documenti inediti d.archivio e il ricorso alle testimonianze di alcuni protagonisti della vita editoriale di quegli anni, il libro ci conduce in un percorso "guidato" attraverso le collane letterarie, mettendo in risalto l'ambiente culturale in cui nascono le singole edizioni e la specifica configurazione editoriale che ogni testo assume anche grazie agli apparati paratestuali di cui viene rivestito.
 
 
Roberta Cesana, Libri necessari.
Le edizioni letterarie Feltrinelli (1955-1965)
Unicopli - 2010 - 584 pagine

Per un umanesimo scientifico

 
Proprio di questo «umanesimo scientifico» - un ponte fra le due culture, fra la tradizione umanistica e la grande scienza novecentesca - vennero poste le basi a Torino, nella casa editrice di Giulio Einaudi. Sui primi volumi pubblicati ancora sotto il fascismo si innestò nel dopoguerra un progetto editoriale vasto e ambizioso, di cui fu protagonista un giovane Paolo Boringhieri, che coordinò dalle stanze della casa editrice alcuni fra gli scienziati e filosofi della scienza piú importanti del paese. I loro scontri e le loro idee, che vengono qui per la prima volta indagati in profondità e attraverso documenti inediti, costituiscono di fatto le radici di gran parte dell'odierna cultura scientifica italiana.

«Giulia Boringhieri segnala subito la sfida che questo importante libro ha rappresentato per lei: "I figli di solito scrivono memorie, non storie. Può una figlia raccontare di suo padre e sperare di essere credibile?"
Dipende dal padre, dipende dalla figlia.
Paolo Boringhieri, riservato, alieno dalle dichiarazioni, non amava raccontarsi e non ha lasciato molte tracce di sé nei documenti collettivi della casa editrice Einaudi. Giulia Boringhieri ci narra la sua vicenda, attraverso una ricchissima documentazione, riuscendo a fare della memoria la trama rada e tenace che anima e colora un rigoroso tessuto di ricerca. Con piglio di storica e pietas di figlia ripercorre per noi una zona ancora poco conosciuta dell'Einaudi prima, delle Edizioni Scientifiche Einaudi poi e infine della nascita della casa editrice del "cielo stellato"».  Luisa Mangoni
 
 
Giulia Boringhieri, Per un umanesimo scientifico
Storia di libri, di mio padre e di noi
Einuadi - 2010 - 428 pagine

sabato 22 dicembre 2012

Libri. Storie di passioni, manie e infamie

 
 
Sedimento pensato, casuale, insensato, memoria del mondo, labirinto di saperi… una biblioteca privata è anche l’autobiografia del suo proprietario. Del suo custode temporaneo.
Oggetto labilissimo – teme l’acqua, il fuoco, l’aria – il libro ha la forza di superare i secoli, trasferendosi da una biblioteca all’altra, da un padrone all’altro. In questi imprevedibili e improvvidi passaggi, sui volumi restano i segni di chi, nel tempo, in un modo o nell’altro, li ha risvegliati dalla loro impassibilità.
Il libro (non sempre) è fatto di idee allo stato puro sotto forma di scrittura.
Ristà comunque silente, in una propria siderale lontananza. Vive soltanto quando viene aperto, quando le sue pagine sono esplorate. Quando viene letto. Funzione primaria. Ma non sempre è così. Spesso il suo distaccato fascino blandisce il collezionismo, viene reso attraente con sontuose legature. Ed è ovviamente assemblato a “far biblioteca” esibita. Si suppone che il custode di tanti libri sia un uomo colto, un sapiente. Mai storia fu meno vera.
Libri, come la stratificazione dei libri in una biblioteca, è un intreccio di sensazioni, di solitarie esplorazioni. Dai libri evocati dal suo attuale custode affiorano storie, passioni, manie e anche infamie. Raccontare i libri è evocare uomini la cui vita ha avuto senso anche grazie ai libri.
Quando tutto sembra perduto e la ragione viene spossessata del suo significato, e la religione e lo Stato, la legge, la consuetudine e gli organi della vita morale e della vita pratica vengono sostituiti secondo ciò che una nuova dottrina, o nessuna dottrina, prescrive, allora è il libro, nella sua splendida solitudine, a prendere il sopravvento.

Giuseppe Marcenaro, Libri. Storie di passioni, manie e infamie
Bruno Mondadori - 2010 - 252 pagine

mercoledì 21 novembre 2012

Asino chi legge



"Asino chi legge" racconta delle difficoltà di portare la letteratura, scritta e letta, in luoghi dove la passione per la pagina non è mai nata o si scontra con difficoltà insormontabili: a Napoli e nella periferia napoletana, in Irpinia, in Trentino, in Puglia, in Sicilia e in altre zone d'Italia. L'autrice, scrittrice ed esperta esterna di scrittura creativa, eternamente in viaggio fra treni e periferie, raccoglie cosi un bagaglio di storie, divertenti, assurde, tristi, dalle vicende dei figli dei capoclan napoletani ai timidi ragazzi della Nusco di De Mita, ai giovani pakistani di Bolzano, ai ragazzi che hanno lasciato la scuola a Frattamaggiore, restituendo una fotografia disincantata della scuola italiana e della percezione dello scrittore nelle scuole, oltre che un ritratto del Paese e un'idea forte di letteratura e di impegno che i nostri tempi tendono a cancellare. I ragazzi e i loro insegnanti sono qui, insieme ai luoghi, i veri protagonisti, con le pagine che scrivono, le loro storie e l'eterna domanda, che passa di generazione in generazione: perché in Italia si legge cosi poco? E perché tutti vogliono scrivere?
 
 
Antonella Cilento, Asino chi legge. I giovani, i libri, la scrittura
Guanda - 2010 - 184 pagine

mercoledì 14 novembre 2012

L'Italia che legge


 
Occhialuto, emaciato, con difficoltà a relazionarsi con gli altri, se è un uomo. Se donna, anche racchia e un po' snob. È una caricatura del lettore abituale, certo, ma molto resistente. Un'immagine distorta dovuta al fatto che il "lettore forte", come l'Istat definisce chi legge almeno un libro al mese, è una persona che non fa parte della maggioranza degli italiani, è fuori dalla "norma". Il lettore italiano risponde al profilo medio di un giovane dei centri urbani, sotto i 34 anni, che gode di un certo benessere e fra gli obiettivi di vita ha il miglioramento professionale e culturale. La maggior parte è donna. Poi ci sono 20 milioni di italiani che non leggono libri e fra i non lettori assoluti (né di libri né di giornali) spiccano gli uomini adulti. Perché? Perché nella società italiana si sono affermati valori e stili di vita che evidentemente non riconoscono alla cultura, in particolare quella scritta, un ruolo di primo piano. Le iniziative di promozione del libro sono tante e diffuse sul territorio, basti pensare al Manifesto per la lettura nato nel 2008 grazie all'alleanza fra editori, librai, biblioteche e insegnanti. Ma ancora c'è molto da fare: da una maggiore attenzione al pubblico più giovane allo spostamento del target per la promozione dai cosiddetti lettori "forti" a quelli "medi", dal sostegno a scuole e biblioteche al ruolo delle librerie.
 
 
Giovanni Solimine, L'Italia che legge
Laterza - 2010 - 173 pagine

lunedì 3 settembre 2012

Manuale di scrittura non creativa



La scrittura "non creativa" è quella che ci vede quotidianamente impegnati a produrre testi di carattere pratico, destinati a informare, esporre valutazioni e giudizi, esprimere e sostenere opinioni. Spesso considerata meno importante di quella "creativa", non è certo tale: scrivere bene significa essere padroni di una capacità comunicativa efficace e convincente, cosa essenziale al giorno d'oggi. Federico Roncoroni presenta una guida semplice, agile e chiara, a questo imprescindibile strumento. Un percorso completo, sviluppato in tre sezioni: l'analisi dei principi fondamentali per imparare a descrivere, raccontare, esporre, interpretare, valutare e argomentare; la disamina attenta degli errori ortografici e grammaticali più frequenti; la proposta di un dizionario ragionato di nomenclatura, volto ad arricchire il bagaglio lessicale di ognuno. Un manuale al contempo tecnico e piacevole, ricco di esempi e consigli per quanti desiderano migliorare il proprio stile o togliersi qualche dubbio. Perché scrivere bene non è una secondaria questione di pignoleria.
 
 
Federico Roncoroni,  Manuale di scrittura non creativa
Rizzoli - 2010 - 543 pagine

domenica 2 settembre 2012

Nel territorio del diavolo



Oggetto di culto per intere generazioni di scrittori (da Elizabeth Bishop a Raymond Carver, fino alle nuove leve della letteratura americana), tornano in una nuova edizione i saggi sul mestiere di scrivere di Flannery O’Connor, una delle più celebrate autrici americane del Novecento, la voce più rappresentativa della narrativa sanguigna ed espressionista del Sud degli Stati Uniti, insieme a William Faulkner.
«A parer mio quasi tutti sanno cos’è una storia, fino a che non si siedono a scriverne una», dice la O’Connor in uno di questi saggi. E infatti Nel territorio del diavolo si rivolge tanto a scrittori che non hanno mai provato a raccontare una storia quanto a quelli che lo fanno abitualmente, per cercare di scoprire qual è la natura e qual è lo scopo di questo mestiere. L’autrice mette apertamente in campo la sua profonda religiosità cattolica senza mai sconfinare nel fanatismo o nella bigotteria – e anzi rifiutando ogni degenerazione moralista – e ci offre esempi cristallini di teoria letteraria in cui i concetti di grazia e di mistero acquistano forza e fascino per qualunque lettore.
 
 
Flannery O'Connor, Nel territorio del diavolo
Mimimum fax - 2010 - 156 pagine

venerdì 31 agosto 2012

Come non scrivere un romanzo



Gli aspiranti romanzieri hanno già a loro disposizione un nutrito catalogo di titoli sulla scrittura creativa, autorevoli tomi firmati da grandi scrittori, consigli da parte di autori minori su come impostare un arco narrativo o sviluppare un intreccio avvincente, manuali pieni di interessanti consigli su come liberare l’artista dentro di sé... Molto utili, sicuramente, ma quello che avete tra le mani è qualcosa di completamente diverso, e indispensabile: è un «manuale all’incontrario» che non dà istruzioni su come si deve raccontare una storia, ma spiega invece ciò che non si dovrebbe mai fare se si vuole raccontare una storia che sia davvero buona.
Ogni errore, da quelli di trama (incipit così lenti che si arriva a metà romanzo prima di capire cosa succede, scorciatoie e omissioni non plausibili...) a quelli sui personaggi (poco caratterizzati, macchiettistici...) è inserito ad arte in un contesto narrativo apparentemente plausibile, ma che in realtà fa risaltare il «passo falso» contenuto, con uno spiazzante effetto umoristico. E soprattutto utile...
 
 
Howard Mittelmark - Sandra Newman
Come non scrivere un romanzo
Corbaccio - 2010 - 224 pagine