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mercoledì 16 marzo 2022

Per scrivere bene imparate a nuotare

 Per scrivere bene imparate a nuotare

«Quello non lo insegno.» Così rispondeva Giuseppe Pontiggia a chi gli chiedeva come diventare scrittore. Non basta infatti avere l’attitudine, la volontà, l’ambizione. Come per il nuoto, si possono però ottenere buoni risultati impadronendosi della tecnica, osservando i modelli, allenandosi duramente. Per scrivere «bene» (con stile) bisogna prima liberarsi da una serie di pregiudizi: che scrittori si nasca, che il talento e l’ispirazione contino più di un severo apprendistato, che un testo letterario (e in generale un testo efficace) nasca già perfetto anziché perfettibile. Di questo era convinto Pontiggia quando, nel 1985, inaugurava la prima scuola di scrittura in Italia. Una scuola in cui si imparava innanzitutto a leggere. Leggere in senso forte, cominciando dai classici, in un «corpo a corpo» con il testo pensato per affinare la capacità di giudizio e scoprire insieme le potenzialità e i limiti delle proprie risorse espressive. Ma soprattutto per lasciarsi emozionare dalle parole, per esplorarne le stratificazioni, per imparare a usarle in modo responsabile. Scrivere, per Pontiggia, non è trascrivere le proprie esperienze, sensazioni o memorie, ma andare incontro all’inatteso che sorprende, al nuovo che disorienta: pronti a tornare indietro, e a riscrivere se necessario, per dire nel modo migliore quanto si va scoprendo attraverso il linguaggio. Perché la scrittura è un viaggio che non si lascia pianificare, ma anche il risultato di un lavoro paziente, fatto di un rapporto concreto con il testo, in tutto simile a quello dell’artigiano all’opera nel suo laboratorio. Un laboratorio che Pontiggia ha allestito per anni durante i suoi incontri settimanali al Teatro Verdi di Milano, dialogando con un pubblico eterogeneo (studenti, professionisti, aspiranti scrittori). Le sue lezioni, pubblicate a metà degli anni Novanta su due riviste («Wimbledon» e «Sette»), sono ora raccolte in un unico volume. Trentatré conversazioni in cui l’autore, in forma di intervista, affronta i molteplici aspetti della scrittura «espressiva», a cui si aggiungono altre quattro lezioni, «per addetti ai lavori ma non solo», in cui la riflessione sulla scrittura diventa essa stessa un alto esempio di scrittura saggistica, ricca di aforismi e battute fulminanti; dove il confronto con i classici, ancora una volta, ci introduce nella biblioteca e nell’officina dello scrittore, pronti a carpirne i segreti.


giovedì 2 dicembre 2021

Scrivere è l'infinito

  Scrivere è l'infinito. Metodi, rituali, manie dei grandi narratori - Mariano Sabatini - copertina

 Mariano Sabatini ha interpellato gli autori più noti per capire se scrittori si nasce o si può diventarlo. E come. Con il proliferare delle scuole di scrittura creativa, l'interrogativo non è affatto pretestuoso. Scrivere può insegnare a scrivere. Ma soprattutto serve leggere: tanto, di tutto. Ecco, allora, che in "Scrivere è l'infinito" il lettore - aspirante scrittore - troverà più di cento testimonianze di romanzieri famosi e apprezzati sui loro singolari metodi di lavoro. Qualche esempio: l'anarchia di Andrea Camilleri; l'isolamento di Giorgio Faletti; la lentezza di Sveva Casati Modignani; le ricerche di Giuseppe Culicchia; i canovacci di Loriano Macchiavelli; gli intrecci automatici di Cristina Comencini; il masochismo di Simonetta Agnello Hornby; il transfert di Alberto Bevilacqua; il dolore di Dacia Maraini; le pennichelle di Margherita Oggero; il tempo scaduto di Gianrico Carofiglio; il plot di Massimo Carlotto; la vendemmia di Enrico Brizzi; la patologia di Lidia Ravera; la naturalezza di Bianca Pitzorno; le riscritture infinite di Michael Cunningham; il falò di Andrea Vitali; il gioco di Romana Petri... Grazia Versanai, Barbara Baraldi, Licia Troisi, e tantissimi altri.


Mariano Sabatini, Scrivere è l'infinito.
Metodi, rituali, manie dei grandi narratori
Vallecchi - 2021 - 208 pagine

martedì 5 ottobre 2021

La caffettiera di carta. Inventare, trasfigurare, narrare: un manuale di lettura e scrittura creativa - Antonella Cilento - copertina

«Chi siamo veramente? Il nostro destino è deciso da una frase che abbiamo udito nell'infanzia? Chi c'è dietro la maschera che ognuno di noi indossa a volte inconsapevolmente per tutta la vita?» Ciascuno di noi è una storia, anzi il frutto dell'intrecciarsi di moltissime storie. Imparare a pensarle, capirle, raccontarle ci rende migliori e allunga la vita, gli scienziati ne sono certi. Ma per raccontare bene una storia, qualunque essa sia, bisogna dominare strumenti delicatissimi e sfuggenti, forse magici: la memoria e l'invenzione, il tempo, lo spazio, la voce, la punteggiatura, lo stile... Da trent'anni Antonella Cilento dedica la sua vita alla scrittura. Queste pagine – frutto della sua esperienza di autrice, insegnante e maieuta – sono un caleidoscopico manuale di lettura e di scrittura e un canto d'amore per la letteratura, nella convinzione che essa abbia a che fare «con tutto quel che di ingovernabile e inaccettabile è in noi, e l'unica cosa che dobbiamo imparare a governare è la tecnica con cui la parola si esalta».


Antonella Cilento, La caffettiera di carta
Bompiani - 2021 - 720 pagine

venerdì 7 agosto 2020

Divento scrittore

 

 

Avete un manoscritto nel cassetto, ma non riuscite a trovare un editore? Oggi, con il print on demand e le varie forme di pubblicazione on line, questa impresa sembrerebbe più a portata di mano, ma in realtà il sovraffollamento di scrittori in Rete rischia di farvi scivolare molto velocemente nell'anonimato. Per distinguersi, e trovare un editore vero, il vostro libro deve avere una marcia in più: ciò significa lavorarci sopra per renderlo eccellente. Certo, potete sempre pagare un esperto che vi aiuti, ma il vostro romanzo avrà molte più possibilità di essere pubblicato se, prima di chiedere un aiuto esterno, lo lavorerete nel miglior modo possibile. "Divento scrittore" ha proprio questo intento, insegnarvi l'arte della revisione: i meccanismi con cui si costruiscono una scena e un dialogo ; i trucchi per trovare l'equilibrio perfetto tra i punti essenziali della trama e le singole scene ; il modo giusto per descrivere i personaggi senza renderli antipatici ai lettori; le tecniche che vi consentiranno di non commettere più errori da dilettanti. D'ora in poi scriverete come romanzieri consumati. E pubblicabili. 
 

Renni Browne - Dave King, Divento scrittore.
Il metodo completo ed efficace per rendere pubblicabile ogni romanzo
Vallardi - 2018 - 239 pagine

L'arte di narrare

 

 

Con la sua capacità di raccontare in una prosa limpida e precisa temi universali come la giovinezza, la guerra, l’erotismo, l’amicizia, James Salter ha conquistato un posto nel canone della letteratura americana, ricevendo sia l’ammirazione incondizionata dei colleghi scrittori, sia il plauso dei lettori. In questo libro ci consegna con voce intima e diretta il suo inesauribile incanto per autori quali Balzac, Flaubert, Babel’, Dreiser, Céline, Faulkner, offrendoci l’occasione di vedere come un grande romanziere legge i romanzi altrui. Ma ci svela anche i modi in cui la biografia di un autore può entrare nella sua narrativa e le tecniche utilizzabili per far fronte alla complessità della costruzione di una trama. Con schiettezza, poi, Salter non tralascia gli aspetti più prosaici e meno piacevoli della vita di uno scrittore: le lettere di rifiuto delle case editrici, le recensioni negative, le mattine e le notti trascorse a scrivere e i lunghi pomeriggi a preoccuparsi per la cronica mancanza di denaro…  


James Salter, L'arte di narrare
Guanda - 2017 - 106 pagine

martedì 2 aprile 2013

Scrivere per bambini

 
 
Sei famosi scrittori inglesi ed americani e la più nota autrice italiana per ragazzi parlano dei processi creativi che sono all'origine della letteratura infantile e giovanile, dei problemi di stile e di contenuto che essa pone, di tutto ciò che viene offerto ai giovanissimi lettori da adulti pieni di buone intenzioni (ma spesso ignari di quallo che piace davvero a bambini e ragazzi) e, infine, di come la scuola e le biblioteche propongono ed utilizzano le opere destinate all'infanzia e alla preadolescenza.
Dieci saggi brevi e stimolanti che, grazie alla loro pragmatica chiarezza, sciolgono molti dubbi ed avviano un utile dibattito su come e cosa scrivere per i bambini.


A cura di Francesca Lazzarato, Scrivere per bambini
Mondadori - 1997 - 108 pagine

lunedì 18 febbraio 2013

Seminario sui luoghi comuni

 
 
Questo saggio raccoglie 37 passi celebri di altrettanti classici della letteratura, analizzando i dettagli e i meccanismi che costituiscono il vero segreto della scena in questione, il suo "dietro le quinte". Ne emerge un godibile ed efficace manuale di scrittura creativa, perché composto proprio con "l'aiuto" dei grandi scrittori.
 
 
Francesco Pacifico
Seminario sui luoghi comuni. Imparare a scrivere (e a leggere) con i classici
Minimum fax - 240 - 2012

mercoledì 14 novembre 2012

Diario di una scrittrice



Nel 1941, dopo aver dato alla letteratura del Novecento alcune delle sue opere più belle, Virginia Woolf si toglie la vita annegandosi nel fiume Ouse. Nel 1953 Leonard Woolf decide di raccogliere in volume una selezione tratta dai diari della moglie, incentrata su tutto ciò che riguarda lo scrivere e la sua attività di romanziera e critica letteraria. Ne esce un testo affascinante e ricco di sfaccettature: nella sua quotidiana «mezz’ora dopo il tè» dedicata al diario, che considera al tempo stesso un modo per esercitarsi e un messaggio diretto alla se stessa di domani, la Woolf intreccia riflessioni legate ai testi che sta scrivendo o leggendo, appunti di carattere stilistico o strutturale, descrizioni di luoghi, amici ed eventi pubblici o privati, ma anche le amare considerazioni su un mondo lacerato dalla guerra , l’alternarsi tra sfiducia e orgoglio per il proprio lavoro e gli accenni alla tortura delle crisi nervose, sempre più frequenti col passare degli anni. A metà tra la letteratura e la vita, queste pagine ci offrono la rappresentazione penetrante di un’autrice simbolo e della sua epoca.
 
 
Virginia Woolf, Diario di una scrittrice
Minimum fax - 2009 - 475 pagine

Una cosa piena di mistero


In questi sette saggi, Eudora Welty racconta la scrittura come passione e come mestiere. Ne prende in considerazione gli aspetti ideali (la letteratura deve farsi militante?) e tecnici (l’uso del luogo e del tempo, il ruolo dei personaggi); dedica pagine appassionanti alla devozione per la lettura, in cui vede il punto di partenza obbligato per ogni narratore, e alla missione di «rivelare la Vita», di raccontare l’uomo a se stesso attraverso la potenza e la purezza dello stile. Un vademecum prezioso per chi pratica il mestiere della scrittura o voglia avvicinarvisi; un formidabile stimolo alla riflessione per chiunque ami la grande letteratura.
 
 
Eudora Welty, Una cosa piena di mistero
Minimum fax - 2009 - 150 pagine

Lettere a un aspirante romanziere


 
Dopo i Consigli a un giovane scrittore di Vincenzo Cerami e Il mestiere di scrivere di Raymond Carver, già apparsi in "Stle libero", questo libro aggiunge una diversa prospettiva alla riflessione che gli scrittori hanno compiuto sul proprio mestiere.Vargas Llosa immagina che un giovane, alle prese con una precoce vocazione letteraria, gli ponga alcune semplici e grandi questioni: esiste una predisposizione alla scrittura? In che rapporto sono verità e menzogna nella finzione letteraria? Che cos'è l'autenticità per un narratore? Come trova i suoi argomenti un romanziere? Per rispondere lo scrittore peruviano, oltre ad attingere alla propria esperienza, si diverte a tirar giù dagli scaffali i volumi di un' ideale biblioteca e a dialogare con i grandi maestri: Flaubert, prima di tutto, e poi Cervantes, Hemingway, Faulkner, Cortazar e tanti altri. Citazioni, aneddoti, riflessioni, pagine autobiografiche, frammenti di critica letteraria, compongono il ritratto di quegli uomini abitati dalle storie che hanno trasformato la loro ossessione in grande letteratura. E Vargas Llosa ci invia, attraverso queste lettere scritte con un tono colloquiale e sornionamente dimesso, il suo atto d'amore nei confronti della letteratura, da sempre uno dei pochi veri antidoti a ogni forma di asservimento.
 
 
Mario Vargas Llosa, Lettere a un aspirante romanziere
Einaudi - 1998 - 123 pagine

mercoledì 31 ottobre 2012

Posta letteraria ossia come diventare (o non diventare) scrittore



Come diventare o non diventare scrittori: i consigli letterari di un Premio Nobel della letteratura. Il libro raccoglie le risposte e i consigli della poetessa polacca agli aspiranti scrittori che le inviano i loro manoscritti.
 
 
Wislawa Szymborska, Posta letteraria ossia come diventare (o non diventare) scrittore
Libri Scheiwiller - 2002 - 90 pagine

L' arte dello scrivere


50 interviste agli scrittori più significativi del 900 mondiale: da Eco a Sepulveda passando per Carter e Roth e Singer. Interessante l'elenco delle opere degli autori tradotte in italiano.


A cura di Sybil Steinberg, L' arte dello scrivere
Marco Tropea Editore - 1996 - 298 pagine

domenica 28 ottobre 2012

Scrivere narrativa



Scheda di C. Concilio, L'Indice, 1996, n. 8

L'ordine formale o l'avanguardistica mancanza di forma fanno di un racconto o di un romanzo un'opera d'arte? Quanto deve essere lungo un racconto per rimanere tale, e quanto può essere breve un romanzo senza divenire per questo un racconto? Quanto spazio lasciare ai dialoghi, alle descrizioni? Quali personaggi coinvolgere nell'incidente rivelatore? Una lezione di "scrittura creativa" è ciò che Edith Wharton riporta dal suo viaggio nell'arte della narrativa di cui ripercorre la storia attraverso i generi - racconto, romanzo d'ambiente, di costume, di situazione e di carattere. Le risposte date dalla romanziera americana non sono semplici ricette, ma disegnano invece la mappa del suo gusto letterario ed estetico, segnano le tappe di quello che deve essere stato il suo personale apprendistato di scrittrice. La riflessione teorica da parte di chi l'arte la pratica e la frequenta porta a una maggiore consapevolezza e padronanza dei propri mezzi, afferma l'autrice. E dunque le regole di quest'arte relativamente giovane, seppure in continua e rapida evoluzione, non sono dogmi ma costituiscono una perfezione verso cui aspirare nella pratica. Goethe, Tolstoj, Balzac e Stendhal, Dickens e Jane Austen, Proust e Henry James hanno contribuito ciascuno a suo modo a creare tale perfezione; l'ideale predicato dalla Wharton è di equilibrio, giuste proporzioni, economia.Ma ogni capolavoro reca con sé una misura, uno stile, un punto di vista intrinsecamente connaturati all'opera stessa, e a poco valgono, allora, le classificazioni, le spiegazioni, le regole, poiché "i romanzieri più grandi" sono e rimangono liberi.
 
 
Edith Wharton, Scrivere narrativa
Pratiche - 1996 - 98 pagine

lunedì 3 settembre 2012

Il manuale del poeta



Testo divulgativo sui meccanismi del fare poetico.


Mario Santagostini, Il manuale del poeta
Mondadori - 1988 - 195 pagine

domenica 2 settembre 2012

Nel territorio del diavolo



Oggetto di culto per intere generazioni di scrittori (da Elizabeth Bishop a Raymond Carver, fino alle nuove leve della letteratura americana), tornano in una nuova edizione i saggi sul mestiere di scrivere di Flannery O’Connor, una delle più celebrate autrici americane del Novecento, la voce più rappresentativa della narrativa sanguigna ed espressionista del Sud degli Stati Uniti, insieme a William Faulkner.
«A parer mio quasi tutti sanno cos’è una storia, fino a che non si siedono a scriverne una», dice la O’Connor in uno di questi saggi. E infatti Nel territorio del diavolo si rivolge tanto a scrittori che non hanno mai provato a raccontare una storia quanto a quelli che lo fanno abitualmente, per cercare di scoprire qual è la natura e qual è lo scopo di questo mestiere. L’autrice mette apertamente in campo la sua profonda religiosità cattolica senza mai sconfinare nel fanatismo o nella bigotteria – e anzi rifiutando ogni degenerazione moralista – e ci offre esempi cristallini di teoria letteraria in cui i concetti di grazia e di mistero acquistano forza e fascino per qualunque lettore.
 
 
Flannery O'Connor, Nel territorio del diavolo
Mimimum fax - 2010 - 156 pagine

sabato 1 settembre 2012

Inventare il mondo

 
 

Oltre che donarci il piacere del bello, l'arte ci aiuta a conoscere e sperimentare la realtà, a cominciare da noi stessi. Un particolare e straordinario strumento di conoscenza ce lo offrono le storie, che prendono la forma del racconto o del romanzo.
Interrogandosi sulle tecniche e sul significato profondo del narrare, Ferruccio Parazzoli compone un «contro-manuale», o un «anti-manuale» di scrittura. Esplora il limite che separa l'arte dalla realtà. Porta alla luce i fili sottili che collegano le parole e le cose, i nomi e le persone. Insegue l'istante in cui il flusso inesauribile del mondo si fissa nella forma dell'opera.
Partendo dalla pratica e non dalla teoria, Parazzoli esplora la cassetta degli attrezzi dei grandi maestri della letteratura, da Dostoevskij e Tolstoj a Kafka, da Proust e Céline a Joyce e Beckett, da Ernest Hemingway a Ingeborg Bachman. E ci spiega perché – e come – le loro opere riescono a mordere insieme la realtà e l'anima del lettore.
Inventare il mondo è una vibrante testimonianza dell'artigianato indispensabile a ogni pratica artistica: un mestiere fatto anche di applicazione, e magari di trucchi e illusionismi. Al contempo, getta lo sguardo oltre l'opera, là dove, tra nostalgia e speranza, pare aprirsi uno spiraglio verso ciò che ci trascende.
 
 
Ferruccio Parazzoli, Inventare il mondo
Teoria e pratica del racconto
Garzanti - 2009 - 144 pagine

venerdì 31 agosto 2012

Lezioni di scrittura



Lezioni di scrittura non è l’ennesimo manuale di scrittura creativa che ammanisce regole astratte e "trucchi del mestiere". È invece un libro che nasce dalla doppia esperienza dell’autore: apprezzato narratore e insegnante di scrittura tra i più noti e attivi d’Italia. I vari capitoli ruotano attorno a due questioni chiave: l’invenzione (non solo della storia, ma anche delle forme e dei modi per raccontarla) e l’imitazione (necessaria per la formazione del narratore, e continua fonte d’ispirazione).
Questo libro si rivolge agli appassionati di lettura e scrittura, che saranno guidati dentro il "laboratorio" di uno scrittore; agli insegnanti di italiano, che vi troveranno utili esperienze facilmente riportabili in classe; agli animatori di laboratori di creatività; agli aspiranti scrittori.
 
 
Giulio Mozzi, Lezioni di scrittura
Fernandel - 2001 - 128 pagine 

Come non scrivere un romanzo



Gli aspiranti romanzieri hanno già a loro disposizione un nutrito catalogo di titoli sulla scrittura creativa, autorevoli tomi firmati da grandi scrittori, consigli da parte di autori minori su come impostare un arco narrativo o sviluppare un intreccio avvincente, manuali pieni di interessanti consigli su come liberare l’artista dentro di sé... Molto utili, sicuramente, ma quello che avete tra le mani è qualcosa di completamente diverso, e indispensabile: è un «manuale all’incontrario» che non dà istruzioni su come si deve raccontare una storia, ma spiega invece ciò che non si dovrebbe mai fare se si vuole raccontare una storia che sia davvero buona.
Ogni errore, da quelli di trama (incipit così lenti che si arriva a metà romanzo prima di capire cosa succede, scorciatoie e omissioni non plausibili...) a quelli sui personaggi (poco caratterizzati, macchiettistici...) è inserito ad arte in un contesto narrativo apparentemente plausibile, ma che in realtà fa risaltare il «passo falso» contenuto, con uno spiazzante effetto umoristico. E soprattutto utile...
 
 
Howard Mittelmark - Sandra Newman
Come non scrivere un romanzo
Corbaccio - 2010 - 224 pagine

Scrivere


Una guida per aspiranti scrittori che non ha l'ambizione di essere un manuale esaustivo su cosa significa fare letteratura. Una serie di consigli a chi muove i primi passi nell'arte del raccontare, per conoscere e imparare a evitare le trappole più tipiche degli esordi narrativi: l'autobiografismo catartico e i grandi messaggi universali, tratti caratteristici dell'adolescenza espressiva. Da Aristotele a Shakespeare, da Conrad a Joyce, fino a Bergman, Fellini, Pasolini e molti altri ancora, le illuminanti testimonianze dei grandi maestri che con le loro opere hanno saputo sopravvivere a mode e tendenze, raggruppamenti e manifesti, polemiche e classificazioni.


Roberta Mazzoni, Scrivere
Rizzoli - 2003 - 240 pagine

Amata scrittura

 
 
In questo libro, nato dalla trasmissione televisiva Io scrivo, tu scrivi, Dacia Maraini ci conduce con leggerezza lungo i percorsi della lettura e della scrittura. Ci fa entrare nel suo laboratorio e svela con passione e umiltà i segreti del mestiere di scrittore, dà istruzioni e consigli, propone letture ed esercizi, esamina e corregge le prove di aspiranti autori. Ci spiega i meccanismi nascosti di una pagina in prosa o di un testo poetico, in modo che impariamo a scoprire il piacere della lettura, che è uno dei beni maggiori della vita.
 
 
Dacia Maraini, Amata scrittura
Rizzoli - 2002 - 320 pagine