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martedì 25 agosto 2015

Libri, editori e pubblico nell'Europa moderna



I rapporti tra editoria, commercio librario e lettura nei primi secoli della stampa. Una storia della cultura e della società attraverso la storia del libro.


Armando Petrucci - Libri, editori e pubblico nell'Europa moderna
Guida storica e critica
Laterza - 2003 - 336 pagine

lunedì 27 ottobre 2014

Il libro nella storia

 
 
L'autore, partendo da esempi concreti, affronta tematiche generali inerenti alla storia del libro; a partire dall'iniziale progetto editoriale, passando attraverso le fasi di composizione tipografica fino all'uscita del libro dalla tipografia e al suo inserimento nelle biblioteche pubbliche e private e più in genere nel commercio del mercato librario. Il periodo in questione è in particolare il Quattrocento e lo studio degli incunaboli, del loro cammino e di come e perchè particolari esemplari sono confluiti in certe raccolte. Tutto attraverso l'analisi degli esemplari, della carta (e quindi delle cartiere), della composizione, della legatura e soprattutto delle note e postille (settore peraltro in netta espansione come dimostra il recente convegno "Libri a stampa postillati"), attraverso cui si può ricostruire il cammino di un libro come oggetto materiale. Molti, infine, gli esempi analizzati di copie presenti in molteplici biblioteche e ricca la documentazione archivistica presentata.
 
 
Edoardo Barbieri, Il libro nella storia
CUSL - 2003 - 320 pagine

mercoledì 6 marzo 2013

Tirature 2003



Tirature ha sempre esaminato con attenzione le classifiche delle vendite, in quanto indici delle tendenze del pubblico librario più largo. Quest’anno però i collaboratori tiratureschi, in qualità di rappresentanti attendibili dei gusti dei lettori giovani o postgiovani più esigenti e spregiudicati, hanno voluto cimentarsi in una selezione ragionata dei titoli più interessanti apparsi negli ultimi dodici mesi, senza tenere conto del loro successo o insuccesso. Poesia, narrativa, fumetti, “storie non inventate”: i testi vengono distribuiti in varie fasce, a seconda del grado di leggibilità e del genere di appartenenza. Vengono segnalati non soltanto i libri più complessi e sperimentali, ma anche le opere di buon artigianato, che ocntengano aspetti di novità apprezzabili. Per distinguere, a ogni livello, quello che vale la pena di leggere da ciò che è meglio trascurare. E la critica non è appunto l’arte della distinzione?


A cura di Vincenzo Spinazzola, Tirature 2003
I nostri libri. Letture d'oggi che vale la pena di fare
Il Saggiatore - 2003 - 272 pagine

venerdì 1 marzo 2013

Editori & scrittori



Perché la poesia (definita "Viagra dell'Ego") si trova sul "viale del tramonto"? Qual è il suo mercato? Perché ci sono 15 milioni di aspiranti "poeti" e 300 mila aspiranti "romanzieri"? Chi e quanti sono i lettori? A che cosa servono le scuole di "scrittura creativa"? Com'è strutturato il mercato editoriale? Quali sono le responsabilità della grande editoria nei confronti dei lettori? La cultura è di "destra" o di "sinistra"? A questa e ad altre domande viene data risposta in un libro dissacrante che coinvolge il lettore come il più emozionante dei "pamphlet" letterari.
 
 
 
Serafino Massoni, Editori & scrittori
La Cronaca - 2003 - 77 pagine
 
 
Il testo è gratuitamente scaricabile cliccando su questo link:

Storie per librai



Un libro per bibliofili e appassionati di storie e aneddoti. Nella lingua di inizio '900, ancora arcaica, ma già in mutazione, Francesco Lumachi, libraio e bibliofilo, racconta storie diverse che hanno avuto per protagonisti i libri e il mondo che li ha scelti come perno di gravitazione. Dalla grande beffa organizzata intorno all'asta di una biblioteca inesistente, alle tragiche storie dei martiri del libro, agli incredibili inganni perpetrati da analfabeti in grado di falsificare opere di Aristotele, un viaggio avvincente sull'orlo che separa la bibliofilia dalla bibliofollia.
 
 
Francesco Lumachi, Storie per librai
Robin - 2003 - 107

sabato 22 dicembre 2012

Il morbo di Gutenberg


Provate a sfogliare questo libro: a un certo punto sarete costretto a domandarvi se non siete proprio voi il protagonista del racconto. Voi quel bibliomane che si aggira in libreria dilapidando i risparmi per acquistare l’ultima fatica dell’autore preferito. Voi quel bibliofilo che insegue da anni tra bancarellai e antiquari quella rarissima prima edizione che, conquistata a caro prezzo, viene esposta sugli scaffali della biblioteca come un trofeo di caccia. E voi la vittima delle battute degli amici che ironizzano sul vostro scarso senso pratico, e delle proteste dei familiari, che non riescono più a vivere in una casa dove oramai tutto lo spazio è occupato da ingombranti librerie. Siete voi, infine, che da anni nascondete nel cassetto un manoscritto che sognate, prima o poi, di pubblicare. Un libro ironico, sarcastico, cinico sulla malattia del libro, ma anche una galleria di ritratti memorabili di lettori e scrittori, con le loro manie, tic, amori e infatuazioni. Con stile appassionato e divertente, Giancaspro ha scritto una vera e propria biografia del lettore.
 
 
Mauro Giancaspro, Il morbo di Gutenberg
L'Ancora del Mediterraneo - 2003 - 168 pagine

martedì 30 ottobre 2012

Il lettore allo specchio



Quante volte, terminata la lettura di un libro, avremmo voluto avere l'autore accanto per potergli chiedere lumi e notizie su un personaggio, su un finale, sull'origine di una storia, sui motivi di una certa svolta nel racconto.
In Il lettore allo specchio Yehoshua risponde, con semplicità e acutezza, a queste domande e a tante altre che toccano i nodi della sua narrativa e altre questioni cruciali: la vocazione di scrittore, i temi dell'impegno e della necessità di una morale in letteratura, la situazione culturale nello Stato di Israele, il rapporto con il passato, l'influenza della vita sulla letteratura, le radici, il senso di appartenenza, il rapporto con i lettori.
Ciò che colpisce in questo piccolo libro è come la profondità delle riflessioni si coniughi a un tono sommesso, paterno, quasi che l'autore volesse dirci che le questioni fondamentali della vita e della scrittura appartengono a ogni uomo che pensa, e ogni uomo deve essere messo in grado di capirle.
 
 
Abraham Yehoshua, Il lettore allo specchio
Einaudi - 2003 - 138 pagine

sabato 8 settembre 2012

Il libro di Benjamin


Penso, dunque sono. Può bastare?… Che razza di vita è, Cartesio?” Posso stare nella mia stanza a pensare e a esistere quando nella stanza accanto chi soffre grida: aiutami? E’ da questo interrogativo che parte il lungo viaggio di Benjamin Trogen verso se stesso, verso la ricerca di quella verità, di quell’assunzione di responsabilità che può contribuire a rendere “la vita comprensibile e di qualche valore”, e insieme trasformarlo da traduttore, vissuto nell’ombra di parole altrui, in scrittore che può alla fine dire: “Ho scritto, dunque sono esistito”. Il libro di Benjamin è il diario di un anno, l’immersione nella camera oscura della memoria fino a farne emergere un’immagine volutamente dimenticata: un’estate, un’infanzia, un pontile, un litigio con l’amico Olli, una caduta e un tuffo nell’acqua dove Olli resta immerso troppo a lungo. Le riflessioni sulla quotidianità, la vecchiaia, i figli, la politica, il tempo, i ricordi, che sembrano tergiversazioni, sono in realtà gli strumenti che lo spingono a partire, a lasciare la sua città “costruita dai venti e dal silenzio”, per ritrovare il passato, i suoi luoghi e i suoi personaggi, incontrare Olli e arrivare a sapere se è colpa sua se l’amico è demente. Forse, come il biblico Beniamino, è innocente di quella coppa nascosta nel suo sacco, o forse non esiste innocenza davanti alla “richiesta di aiuto e di conforto di tutti i tormentati cui voltiamo le spalle”? Scrivere non per ricordare, ma per dimenticare? Per parlare di tutte le cose insignificanti, avvenimenti, paesaggi, persone e accorgersi che niente è insignificante, che nelle cianfrusaglie della vita ci sono mattinate limpide, incontri luminosi, il dubbio, l’inesplicabile, perdite irrimediabili e vuoti che fanno male, tra le cose da salvare, che la malinconia può essere una forma di lucidità, la rassegnazione il legittimo rifugio al pensiero che non si può fare nulla in molti campi, e l’idealismo una via, “se non pone l’ideale troppo in alto, ma sopra il pessimismo, di qualche centimetro.”


Bo Carpelan, Il libro di Benjamin
Iperborea - 2003 - 288 pagine

venerdì 31 agosto 2012

Scrivere


Una guida per aspiranti scrittori che non ha l'ambizione di essere un manuale esaustivo su cosa significa fare letteratura. Una serie di consigli a chi muove i primi passi nell'arte del raccontare, per conoscere e imparare a evitare le trappole più tipiche degli esordi narrativi: l'autobiografismo catartico e i grandi messaggi universali, tratti caratteristici dell'adolescenza espressiva. Da Aristotele a Shakespeare, da Conrad a Joyce, fino a Bergman, Fellini, Pasolini e molti altri ancora, le illuminanti testimonianze dei grandi maestri che con le loro opere hanno saputo sopravvivere a mode e tendenze, raggruppamenti e manifesti, polemiche e classificazioni.


Roberta Mazzoni, Scrivere
Rizzoli - 2003 - 240 pagine

martedì 14 agosto 2012

Guida alla scrittura istituzionale


Trasparenza e semplificazione della Pubblica Amministrazione implicano anche trasparenza e semplicità della lingua usata negli atti e soprattutto nelle comunicazioni con i cittadini. Con ricchezza di esempi, questa Guida illustra le tecniche per la scrittura di testi amministrativi chiari, mostra vantaggi e svantaggi delle principali scelte sintattiche e testuali, induce il redattore a fare scelte appropriate.

 
Michele Cortelazzo - Federica Pellegrino, Guida alla scrittura istituzionale
Laterza - 2003 - 156 pagine

giovedì 9 agosto 2012

Uno scrittore pomeridiano



In questa conversazione del 1983 con William Weaver, il suo traduttore inglese, Calvino ripercorre con lucidità e ironia le tappe della sua vita e della sua scrittura, racconta i suoi esordi, i suoi metodi, le idiosincrasie, le passioni letterarie; parla dei suoi rapporti con la letteratura americana e con gli ambienti editoriali torinesi, ma commenta anche la sua calligrafia e i sogni che fa di notte. Ne esce l’autoritratto più appassionante di un’autore che già nel proprio nome, come osserva lui stesso, unisce una sorta di impeccabile rigore calvinista al brio inesauribile dell’italianità.
Come all’epoca della sua comparsa sulle pagine della «Paris Review», l’intervista è accompagnata da un ricordo di Italo Calvino firmato da Pietro Citati e da un breve scritto in cui Calvino racconta le sue sensazioni prima di essere intervistato.

Italo Calvino, Uno scrittore pomeridiano
Minimum fax - 2003 - 80 pagine

Detective thriller e noir


Una ricerca tesa ad individuare le caratteristiche strutturali della narrativa di genere. La ricerca, però, utilizza l'analisi dei maggiori film gialli o noir e ricostruisce il funzionamento in relazione alla loro funzione.


Luigi Forlai - Augusto Bruni, Detective thriller e noir. Teoria e tecnica della narrazione
Audino - 2003 - 176 pagine


mercoledì 8 agosto 2012

La professione della scrittura



La scrittura come abilità comunicativa da apprendere e migliorare nel tempo: non solo "dote personale", ma competenza professionale che si può insegnare e acquisire. Il volume è uno strumento pratico di lavoro: alla riflessione teorica, rapida ed essenziale, si affiancano tabelle esemplificative e numerosi esercizi.

Simona Brambilla, La professione della scrittura
CUSL - 2003 - 400 pagine

giovedì 21 giugno 2012

I ferri del mestiere


Quando molti anni fa un vecchio amico, il poeta Vittorio Sereni, paragonò la loro presenza in Mondadori a quella di due terzini della Juventus in panchina, F&L si impadronirono della bonaria definizione e ne fecero un orgoglioso vessillo della propria attività letteraria. Di fronte alle (fortunatamente numerose) proposte di scrivere racconti su commissione, hanno sempre ostentato il loro cinico entusiasmo: «Lo status di pennivendoli, infine!» Più di recente, alle richieste di intervento ai proliferanti corsi di «scrittura creativa», hanno gelidamente risposto facendo osservare lo squallore e vanità di qualsiasi insegnamento. Insomma, i due scrittori hanno dissimulato - con ogni mezzo e per quasi cinquant'anni - la loro sfrenata ambizione di essere dei «maestri», la loro incontenibile vocazione pedagogica.
Ora, con una operazione radicale ma necessaria, Domenico Scarpa stabilisce finalmente la giusta prospettiva. Nell'opera di F&L si può leggere in filigrana un lucido progetto educativo, rivolto a quanti vogliano intraprendere, o stiano già praticando, il mestiere delle lettere. Le introduzioni alle raccolte di fantascienza, le prefazioni ai racconti di fantasmi, giù giù fino ai risvolti di copertina, alle schede di lettura, erano parse finora, anche alla critica più avveduta, come null'altro che eccellenti prove di scrittura letteraria. Nessuno aveva intravisto il vasto disegno che collegava quegli scritti sparsi, nessuno ne aveva colto l'alto intento morale. Sottoposti alla luce radente del filologo, quelli che sembravano scherzi, divagazioni, eleganti elusioni si rivelano infine come una organica, suprema raccolta di sapienziali esortazioni, di buoni consigli, di esempi pratici, di severe bacchettate sulle nocche dell'aspirante scrittore. Per questi Ferri del mestiere, la «New York Review of Books» ha correttamente evocato gli Aspects of the Novel di E. M. Forster e le celebrate «Prefaces» di Henry James. Resta da chiarire, per le future generazioni di critici, il misterioso impulso mistificatorio che ha spinto gli autori della Donna della domenica a occultare, tra le loro pagine in apparenza più occasionali, questa insospettata «teoria letteraria».


Carlo Fruttero - Franco Lucentini, I ferri del mestiere
Einaudi - 2003 - 268 pagine      

martedì 19 giugno 2012

Diedi decimi


Dieci narratori italiani sono stati chiamati a raccontare ciascuno un libro scelto nel grande repertorio della nostra letteratura novecentesca o di poco precedente. Ogni scrittore ha scelto il testo di cui parlare, indifferente a questioni di canone, e ha poi tenuto una lezione alla scuola Holden. Di queste dieci lezioni si compone il presente volume. Con "Dieci decimi" si è voluto dimostrare come possa essere ricco e vivo il nostro passato letterario soprattutto se osservato da sguardi non sistematici, liberi e idiosincratici. C'è un rapporto attivo che lega gli scrittori attuali ai testi del passato reticoli di affinità, questioni private e personali, solidarietà poetiche - e in questo volume se ne offrono dieci esempi.


A cura della redazione Holden Maps
Dieci decimi. Sguardi a ritroso sulla nostra letteratura
Rizzoli - 2003 - 188 pagine

martedì 29 maggio 2012

Cento lettere a uno sconosciuto


Un programma editoriale nasce inevitabilmente dal disegno e dal caso – e finisce per configurarsi come un mondo possibile. E i mondi variano per bellezza, ricchezza, vivibilità. Questo libro è una prima guida a quel mondo possibile che si è manifestato in una foresta di pagine sotto il nome Adelphi: circa millecinquecento titoli a partire dal dicembre 1963. E nel corso di quarant’anni numerosi lettori hanno notato come, a tenere insieme questi libri, ci sia qualcosa, un legame tenace, che va oltre la qualità. Questo legame tenace abbiamo tentato di indicarlo fin dall’inizio, per quanto possibile in modo esplicito, nell’unica forma in cui l’editore accompagna ogni singolo libro: il risvolto di copertina. Che è poi il luogo dove i motivi che hanno dettato la scelta di quel libro dovrebbero apparire e rivelarsi ogni volta al lettore, il quale è sempre innanzitutto uno sconosciuto. Fra gli oltre mille risvolti che ha scritto, Roberto Calasso ha isolato quei cento che più gli sembravano capaci di una vita indipendente, e li ha inanellati come altrettante «lettere a uno sconosciuto».


Roberto Calasso, Cento lettere a uno sconosciuto, Adelphi
Anno 2003 - 236 pagine

giovedì 24 maggio 2012

Perché Yellow non correrà


Milano, 1980. Il giorno in cui si corre il Premio d’Aprile un uomo viene trovato ucciso con due colpi di pistola alla testa nei bagni dell’ippodromo di San Siro. Non ha documenti, e non è possibile identificarlo. Con pazienza e tenacia, e con un pizzico di fortuna, il commissario Melis riesce tuttavia a scoprire chi è. Affiora così un passato fatto di viaggi in terre lontane e in parte legato ancora agli anni della Seconda Guerra Mondiale, allorché i nazisti ritirandosi dall’Italia trafugarono, con molte altre opere d’arte, una preziosa biblioteca di libri dell’occulto. Ma troppi indizi confondono le indagini, e lungo e complesso sarà il cammino per giungere alla verità.
A questo caso si intreccia quello di un giovane barbone trovato ucciso lungo i binari della Stazione Centrale: un omicidio apparentemente senza misteri, che tuttavia non convince del tutto né Melis né la sua squadra. E a ragione, perché, dopo una serie di smacchi, la soluzione si presenterà inattesa, emergendo improvvisa dal passato della vittima.
Ritornano, in questo secondo giallo di Hans Tuzzi, i personaggi che il lettore ha già avuto modo di conoscere nel Maestro della Testa sfondata: il commissario Melis e la redattrice Fiorenza De Giorgi, l’ispettore Iurilli e l’editore Frangipane, i poliziotti della Squadra Omicidi e i molti protagonisti di questa nuova storia. E, soprattutto, Milano, una città ora livida ora solare sorpresa al discrimine tra sviluppo e involuzione, una città che pagina dopo pagina si fa co-protagonista, come non hanno mancato di rilevare già i recensori del primo romanzo.


Hans Tuzzi, Perché Yellow non correrà, Edizioni Sylvestre Bonnard
Anno 2003 - 304 pagine

Libri da ardere


C’è la guerra ed è inverno. Due uomini e una donna sono asserragliati in un appartamento. Quanti giorni resteranno loro da vivere? Ma intanto non è proibito rivelare le proprie vere passioni. L’amore, il desiderio, l’intelligenza, resisteranno al freddo? Si ha il diritto di consumare le ultime energie per leggere della cattiva letteratura? Al momento della scelta suprema, quale libro è troppo importante per non diventare un libro da ardere?


Amélie Nothomb, Libri da ardere, Robin edizioni
Anno 2003 - 72 pagine

martedì 22 maggio 2012

Diecimila


Qual è la storia di un libro? Dalla sua pubblicazione all'arrivo in libreria cosa succede? Cosa "prova" quando viene scelto, tra altri, sfogliato? Che sorte gli riservano i suoi acquirenti? Questo divertissement colma la lacuna e racconta in prima persona la vicenda di un libro e, strada facendo, ci parla dei suoi "vicini di banco": opere celebri, ancora apprezzate o dimenticate, di autori che abbiamo amato o dimenticato.


Andrea Kerbaker, Diecimila. Autobiografia di un libro, Frassinelli
Anno 2003 - 88 pagine

sabato 19 maggio 2012

Il piacere tra le righe


Un invito a leggere con gioia, con passione, con creatività; un percorso appassionato e divertito, ricco di riferimenti musicali e citazioni filmiche e iconografiche, per diventare maestri di degustazione letteraria. Partendo dalla constatazione dell'esistenza di un'infinità di manuali e saggi su "come scrivere" e dall'assenza di testi su "come leggere", l'autrice ci guida alla scoperta dei piaceri del testo, in contrasto con la concezione greve e scolastica della letteratura cui siamo stati abituati.


Camilla Baresani, Il piacere tra le righe. Le seduzioni della lettura, Bompiani
Anno 2003 - 128 pagine - € 6,28