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martedì 9 gennaio 2018

Siamo spiacenti



Una storia dei rifiuti editoriali in Italia che integra, corregge o contraddice la storia dei libri pubblicati. Una controstoria, dagli anni venti a oggi, che viene gui raccontata per la prima volta in modo organico, con riferimento particolare alla narrativa italiana contemporanea. Un percorso istruttivo e avventuroso, che si sviluppa attraverso notizie e testimonianze, riflessioni e aneddoti, con tante piccole e grandi scoperte: dalle rinunce preventive autocensorie nel Ventennio fascista, a una lunga serie di rifiuti espliciti o mascherati, con le più diverse motivazioni, letterarie o mercantili, ideologico-moralistiche o diplomatiche. Si delinea così un microcosmo animato e variegato di case editrici come Einaudi, Mondadori, Rizzoli, Bompiani, Adelphi, Garzanti, e di letterati-editori come Pavese, Vittorini, Calvino, Sereni, Gallo, Natalia Ginzburg, nel guale spiccano, accanto ai casi clamorosi del "Gattopardo" e di Guido Morselli, di Andrea Camilleri e di Susanna Tamaro, altre storie, ignote o meno note ma non meno significative. Mentre negli ultimi decenni i rifiuti tendono a ridursi progressivamente con la proliferazione di offerte, occasioni e sedi di pubblicazione per scrittori e scriventi esordienti o nuovi: lo scrittore inedito scompare, sostituito peraltro dallo scrittore che, se non ha successo, viene ben presto abbandonato.


Gian Carlo Ferretti, Siamo spiacenti. 
Controstoria dell'editoria italiana attraverso i rifiuti dal 1925 ad oggi
Bruno Mondadori  - 2012 - 233 pagine

sabato 22 dicembre 2012

Libri. Storie di passioni, manie e infamie

 
 
Sedimento pensato, casuale, insensato, memoria del mondo, labirinto di saperi… una biblioteca privata è anche l’autobiografia del suo proprietario. Del suo custode temporaneo.
Oggetto labilissimo – teme l’acqua, il fuoco, l’aria – il libro ha la forza di superare i secoli, trasferendosi da una biblioteca all’altra, da un padrone all’altro. In questi imprevedibili e improvvidi passaggi, sui volumi restano i segni di chi, nel tempo, in un modo o nell’altro, li ha risvegliati dalla loro impassibilità.
Il libro (non sempre) è fatto di idee allo stato puro sotto forma di scrittura.
Ristà comunque silente, in una propria siderale lontananza. Vive soltanto quando viene aperto, quando le sue pagine sono esplorate. Quando viene letto. Funzione primaria. Ma non sempre è così. Spesso il suo distaccato fascino blandisce il collezionismo, viene reso attraente con sontuose legature. Ed è ovviamente assemblato a “far biblioteca” esibita. Si suppone che il custode di tanti libri sia un uomo colto, un sapiente. Mai storia fu meno vera.
Libri, come la stratificazione dei libri in una biblioteca, è un intreccio di sensazioni, di solitarie esplorazioni. Dai libri evocati dal suo attuale custode affiorano storie, passioni, manie e anche infamie. Raccontare i libri è evocare uomini la cui vita ha avuto senso anche grazie ai libri.
Quando tutto sembra perduto e la ragione viene spossessata del suo significato, e la religione e lo Stato, la legge, la consuetudine e gli organi della vita morale e della vita pratica vengono sostituiti secondo ciò che una nuova dottrina, o nessuna dottrina, prescrive, allora è il libro, nella sua splendida solitudine, a prendere il sopravvento.

Giuseppe Marcenaro, Libri. Storie di passioni, manie e infamie
Bruno Mondadori - 2010 - 252 pagine

giovedì 6 dicembre 2012

Bibliofollia



Folli di libri fino a uccidere: sono tante, perverse e imprevedibili le conseguenze di una passione divorante, bulimica, dai riflessi morbosi, sobillata da visioni totalizzanti e incalzata da presagi solipsistici.
Arroccata in un'impotenza smaniosa di storie, la figura del bibliomane è il frutto degenerato di una cultura risucchiata nel buco nero dell'entropia e, insieme, il prodotto dell'editoria di massa, contro la quale l'intellettuale reagisce in un isolamento sempre più esoterico. I racconti di Flaubert, Nodier e Louÿs innescano un altro racconto, più oscuro, dai risvolti capziosi, a corteggiare le visioni dell'ignoto, dove alligna l'anima inquieta della bibliofollia.
 
 
Alberto Castoldi, Bibliofollia
Bruno Mondadori - 2006 - 160 pagine

sabato 9 giugno 2012

Origini della scrittura


La scrittura è una delle invenzioni più straordinarie nella storia della specie umana, perché ha consentito di estendere e accrescere enormemente le possibilità di comunicazione nello spazio come nel tempo. Un testo scritto può essere diffuso in terre lontane e trasmesso alle generazioni future.
Gianluca Bocchi e Mauro Ceruti, tra i protagonisti europei del pensiero della complessità, hanno raccolto in questo libro il contributo dei maggiori esperti internazionali del campo.
Della storia planetaria della scrittura vengono qui ricercate e indagate le origini e le tappe più significative: l'invenzione della scrittura alfabetica (tra i fenici e i greci), quella della moneta e, oggi, quella delle modalità di comunicazione in rete.


A cura di Gianluca Bocchi e Mauro Ceruti, Origini della scrittura, Bruno Mondadori
Anno 2009 - 304 pagine