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giovedì 14 maggio 2015

Da una notte all'altra


Il libro che avete tra le mani è davvero prezioso: non solo perché è un libro, e non solo perché ne contiene molti altri, ma soprattutto perché racchiude le ultime pagine scritte da Carlo Fruttero, sinora inedite. Per lui, come per ogni lettore vero, i grandi libri di ogni tempo stanno vicini, in un continuo dialogo: "non c'è nessun criterio, vanno sistemati così, come viene viene. È questo il loro bello" dice con il suo sorriso sornione in un dialogo immaginario con Fabio Fazio, insieme al quale aveva concepito questo progetto, "è la mania delle classifiche a rovinare sempre tutto". Così Fruttero raccoglie, per se stesso e per noi, i libri che più ha amato, dall'Iliade fino a Pinocchio, da Madame Bovary a Don Camillo, da Shakespeare a Calvino: e ce li racconta attraverso "schede" fulminanti per acume e ironia, spiegandoci senza mai salire in cattedra quanto un buon libro sia sempre "contemporaneo del futuro". Una galleria di "ritratti di romanzi" e di scrittori, da percorrere con passione e profondo divertimento, con lo stupore di chi può attraversare la biblioteca di uno straordinario narratore. Se Fruttero ci parla di sé attraverso i "suoi" libri, le pagine dell'Introduzione e il Backstage della figlia Maria Carla ci raccontano con infinito affetto un uomo che, come scrive Ernesto Ferrero, "di leggere, di scoprire autori nuovi, di incantarsi, di sorprendersi, non si è mai stancato".
 
Carlo Fruttero, Da una notte all'altra.
Passeggiando tra i libri in attesa dell'alba
Mondadori - 2015 - 146 pagine

giovedì 21 giugno 2012

I ferri del mestiere


Quando molti anni fa un vecchio amico, il poeta Vittorio Sereni, paragonò la loro presenza in Mondadori a quella di due terzini della Juventus in panchina, F&L si impadronirono della bonaria definizione e ne fecero un orgoglioso vessillo della propria attività letteraria. Di fronte alle (fortunatamente numerose) proposte di scrivere racconti su commissione, hanno sempre ostentato il loro cinico entusiasmo: «Lo status di pennivendoli, infine!» Più di recente, alle richieste di intervento ai proliferanti corsi di «scrittura creativa», hanno gelidamente risposto facendo osservare lo squallore e vanità di qualsiasi insegnamento. Insomma, i due scrittori hanno dissimulato - con ogni mezzo e per quasi cinquant'anni - la loro sfrenata ambizione di essere dei «maestri», la loro incontenibile vocazione pedagogica.
Ora, con una operazione radicale ma necessaria, Domenico Scarpa stabilisce finalmente la giusta prospettiva. Nell'opera di F&L si può leggere in filigrana un lucido progetto educativo, rivolto a quanti vogliano intraprendere, o stiano già praticando, il mestiere delle lettere. Le introduzioni alle raccolte di fantascienza, le prefazioni ai racconti di fantasmi, giù giù fino ai risvolti di copertina, alle schede di lettura, erano parse finora, anche alla critica più avveduta, come null'altro che eccellenti prove di scrittura letteraria. Nessuno aveva intravisto il vasto disegno che collegava quegli scritti sparsi, nessuno ne aveva colto l'alto intento morale. Sottoposti alla luce radente del filologo, quelli che sembravano scherzi, divagazioni, eleganti elusioni si rivelano infine come una organica, suprema raccolta di sapienziali esortazioni, di buoni consigli, di esempi pratici, di severe bacchettate sulle nocche dell'aspirante scrittore. Per questi Ferri del mestiere, la «New York Review of Books» ha correttamente evocato gli Aspects of the Novel di E. M. Forster e le celebrate «Prefaces» di Henry James. Resta da chiarire, per le future generazioni di critici, il misterioso impulso mistificatorio che ha spinto gli autori della Donna della domenica a occultare, tra le loro pagine in apparenza più occasionali, questa insospettata «teoria letteraria».


Carlo Fruttero - Franco Lucentini, I ferri del mestiere
Einaudi - 2003 - 268 pagine