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martedì 28 febbraio 2023

Don Chisciotte e i suoi fantasmi

Don Chisciotte e i suoi fantasmi di Alberto Manguel - Sellerio

«In un’angusta cella di prigione, in una città spagnola il cui nome non vogliamo ricordare, forse Castro del Río o forse Siviglia, un uomo d’armi e di lettere, cinquantenne e già stanco, concepisce un personaggio a propria immagine e somiglianza, un cavaliere un po’ più ridicolo e più coraggioso di lui, un individuo strenuamente deciso a combattere le quotidiane ingiustizie del mondo. Tra quattro umide pareti, “ove ogni scomodità ha il proprio seggio e ogni triste rumore prende dimora”, pareti che certamente gli ricordano la sua lunga prigionia africana, il detenuto Miguel de Cervantes Saavedra dà vita a un vecchio hidalgo che rifiuta di piegarsi alle convenzioni menzognere di questo mondo e decide di obbedire unicamente alle norme dettate dalla sua coscienza».

Miguel de Cervantes finge di aver trovato il manoscritto del Don Chisciotte opera di un certo Cide Hamete Benengeli, un moro. Sono gli anni, quando lui scrive, in cui i moriscos, gli arabi convertiti, sono cacciati dalla Spagna: ultimo atto da parte del potere di un tentativo di limpieza de sangre, e di invenzione di una identità pura della Spagna. Quindi l’attribuzione a un moro e a una lingua vietata del suo capolavoro è già di per sé un atto sovversivo. E non è se non il primo degli innumerevoli doppi che si trovano in quest’opera-specchio segreto. Sono i «diversi altri», i «fantasmi» di cui Cervantes, per caso o per studio, dissemina il primo e più fondamentale romanzo moderno. Questa fitta, ingegnosa e sorprendente analisi di Alberto Manguel (Buenos Aires 1948, scrittore e uno dei lettori del cieco Borges nonché fondatore di un rivoluzionario Centro internazionale sulla lettura) li svela puntigliosamente.


Alberto Manguel, Don Chisciotte e i suoi fantasmi
Sellerio - 2023 - 144 pagine

martedì 8 gennaio 2019

Vivere con i libri

Alberto Manguel vivere con i libri copertina

Grazie al suo amore per la lettura, nel corso degli anni Alberto Manguel ha accumulato una biblioteca di ben 35mila volumi, una sterminata infinità di libri dei più diversi generi, dalle edizioni tascabili a quelle rilegate in pelle, dalle copie più rare e preziose ad alcune vecchie e consunte. Ma dovendo trasferirsi in un appartamento nella Grande Mela, l’autore si trova costretto a fare una selezione dei volumi da portare con sé e di quelli da lasciare altrove, un compito tutt’altro che facile. Per il proprietario, ogni libro racchiude in sé una miriade di storie, non soltanto quella inscritta tra le pagine, ma anche la storia di chi lo ha letto, di chi lo consigliato, comprato, regalato, delle impressioni diverse che ha lasciato nel corso di letture e riletture: ogni scaffale custodisce una fila di ricordi, emozioni, sensazioni, tutte diverse e ugualmente preziose.


Alberto Manguel, Vivere con i libri
Einaudi - 2018 - 128 pagine

lunedì 28 maggio 2012

La biblioteca di notte


Ancora una volta Manguel ci conduce nel mondo dei libri, debordante e inesauribile, come l'esperienza umana. La sua attenzione si incentra sulla biblioteca, luogo deputato a custodire e a tramandare la memoria passata. Dall'utopia di immortalità perseguita nell'antica Alessandria d'Egitto all'evanescenza dell'odierna Internet, la biblioteca, pubblica o privata, si presenta nel corso della storia come spazio di potere, di ordine, di identità, di immaginazione, di oblio, di mito, di sopravvivenza ma, soprattutto, di indiscussa libertà.


Alberto Manguel, La biblioteca di notte, Archinto
Anno 2007 - 320 pagine

Una vita immaginaria


Il libro di Alberto Manguel ci offre libertà, humour, impertinenza e amicizia, che fluiscono come in «presa diretta» dalla voce dell’autore, raccolta con affetto e perizia da Claude Rouquet. Da queste conversazioni ora sommesse ora appassionate, spesso ironiche e divertenti, costellate da uno stuolo di aneddoti su personaggi molto spesso straordinari, emerge non solo un inedito ritratto del panorama letterario ed editoriale internazionale dagli anni Sessanta ad oggi, ma anche un autoritratto umano e personale di incredibile intensità e sincerità: Manguel appare saggio e disincantato, ma al tempo stesso ancora pieno di amore e interesse per il meraviglioso mondo dei libri e delle biblioteche, scoperto con Borges e mai più abbandonato.


Alberto Manguel, Una vita immaginaria, Archinto
Anno 2011 - 336 pagine

Diario di un lettore


«Per il lettore ogni libro esiste in una condizione di sogno, finché le mani che lo aprono e gli occhi che lo scrutano non scuotono le parole fino a risvegliarle. Le pagine che seguono sono il mio tentativo di testimoniare alcuni di questi risvegli.» Queste le parole con cui Alberto Manguel, bibliofilo insaziabile e appassionato, ci apre il suo diario di lettura, accompagnandoci in un viaggio intimo di un anno, dove ogni mese è legato a un libro del cuore. Dalla memorialistica di Chateaubriand, dalle visioni distopiche di H.G. Wells, dal ritratto delle anime affini di Goethe, dal disincanto di Machado de Assis, dalla sensualità di Sei Sho-nagon, dalla nostalgia di Adolfo Bioy Casares, dal mondo sognante di Miguel de Cervantes, dall'acume di Sir Conan Doyle emergono mondi remoti che non smettono di raccontarsi. I libri che amiamo sono luoghi familiari, a cui torniamo per riallacciare un dialogo silenzioso suscitato dal vigore della parola scritta. Come gli amici di sempre ne riconosciamo la voce e cerchiamo il loro conforto.


Alberto Manguel, Diario di un lettore, Archinto
Anno 2006 - 312 pagine

Il computer di Sant'Agostino


Alberto Manguel, raffinato scrittore e studioso nato a Buenos Aires, ci accompagna in un avventuroso viaggio nel cuore della lettura. Dalla Bibbia alle pagine web le parole, vergate su pergamena o lanciate in rete, ereditate dai classici e riecheggiate dai traduttori, non smettono di ricordarci che siamo la somma di saperi stratificati, di esperienze vissute e condivise da singoli individui e da popoli diversi in epoche diverse. Come Alice nel Paese delle meraviglie, attraversiamo lo specchio per esplorare l'ignoto, come Borges siamo investiti da un fugace déjà vu di luoghi sconosciuti ma familiari, come Giona ci ritroviamo nel ventre della balena per sfuggire a un mondo mercantilistico e svilito, come Rilke siamo catturati dalla malia dell'arte tra le sale antiche e sempre nuove di un museo. Manguel ci esorta a non subire passivamente la lettura come fa Pinocchio, ma a scoprirne il potere sovversivo. Il libro cambia ogni volta che lo leggiamo e spetta a noi, come diceva sant'Agostino, soffiarci dentro la vita.


Alberto Manguel, Il computer di Sant'Agostino, Archinto
Anno 2005 - 180 pagine

Una storia della lettura


Quella che racconta Alberto Manguel non è la storia della lettura, ma è, appunto, una storia della lettura: soggettiva e unica, e proprio per questo di tutti. Infatti, alla dissertazione letteraria, Manguel aggiunge annotazioni personali, passi autobiografici, aneddoti che dissacrano la letteratura in quanto scienza e che invece sanciscono la superiorità della lettura e, soprattutto, dei lettori. Così, dopo aver chiamato in causa autori come Plinio, Dante, Cervantes. Victor Hugo, Rabelais e Borges, Manguel parla della forma del libro, dei libri proibiti, del valore delle prime pagine, di cosa vuol dire leggere in pubblico e, al contrario, dentro la propria testa, e ancora, del potere del lettore, della sua capacità di trasformare e dare vita al libro, quanto e forse più dell'autore stesso, della follia dei librai e del fuoco sacro che divora ogni vero appassionato di storie.


Alberto Manguel, Una storia della lettura, Feltrinelli
Anno 2009 - 312 pagine

martedì 8 maggio 2012

Con Borges


Nel 1964 Alberto Manguel, all’epoca sedicenne, lavorava in una celebre libreria di Buenos Aires, dov’era possibile trovare le ultime novità pubblicate in Europa e negli Stati Uniti – e dove ogni pomeriggio passava Borges, di ritorno dalla Biblioteca Nazionale. Un giorno lo scrittore, ormai cieco, chiese al giovane Manguel se fosse disposto a leggere per lui la sera, giacché sua madre Doña Leonor, novantenne, si stancava facilmente. L’appartamento di Borges è un luogo fuori dal tempo, popolato di libri e di parole, un universo puramente verbale, insomma, dove Manguel scoprirà il genere di conversazione a lui più congeniale – quella sui libri e sull’orologeria dei libri. E scoprirà (lui che era cresciuto in Israele e che a partire dal 1968 sarebbe vissuto in vari paesi) l’unica terra cui valga la pena di appartenere – quella della letteratura. Con una passione costantemente tenuta a freno da un’affabile discrezione, Manguel ci fa condividere la sua scoperta, permettendoci così di conoscere quel che di Borges non sapevamo e forse più conta: la sua irresistibile ironia, la passione per le epopee – in cui rientravano i film di gangster, i western e la mitologia dei bassifondi di Buenos Aires – e i romanzi polizieschi, la lingua tedesca e le enciclopedie, le tigri e West Side Story, così come le segrete ossessioni, il rapporto con Adolfo Bioy Casares e Silvina Ocampo, l’attrazione per i sogni e la repulsione per Proust e Thomas Mann, Tolstoj e Pirandello. Tanto che alla fine stentiamo a credere di non avere conosciuto Borges di persona, di non essere stati ospiti a casa sua.


Alberto Manguel, Con Borges, Adelphi
Anno 2005 - 77 pagine - € 7,50