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sabato 22 dicembre 2012

A un bibliomane ignorante


 
Con l'arguzia e il sarcasmo che gli sono propri, Luciano prende di mira uno stolto bibliomane che spera di rimediare alla propria ignoranza facendo incetta di volumi rari e costosi. La folgorante invettiva sbeffeggia il facoltoso collezionista che si circonda di libri ma non capisce nulla di quello che legge, come un asino che al suono della lira muove le orecchie. Del resto, cerca di fargli ammettere Luciano, è inutile possedere l'arco di Eracle se non si è un Filottete, o avere tra le mani la lira di Orfeo se si è privi delle doti dell'eccelso cantore. Meglio che il malcapitato siriano lasci perdere i libri: non fanno per lui. Si risparmierà lazzi e tristi figure.


Luciano di Samosata, A un bibliomane ignorante
Archinto - 2007 - 63 pagine

venerdì 14 dicembre 2012

The New Yorker. Lo humour dei libri

 
 
Dal 1925, senza interruzioni, il settimanale «The New Yorker» diletta i suoi esigenti aficionados con vignette umoristiche che, disseminate fra pezzi di costume, inchieste, rubriche culturali, cronache mondane e inediti letterari, ne rappresentano perfettamente lo spirito elegante, mordace, sofisticato, acuto e cosmopolita. Dopo il successo dell’antologia dell’anno scorso dedicata ai gatti e ai gattofili, quest’anno il tema prescelto sono i libri, e in particolare i loro lettori e il variegato mondo dell’industria intellettuale, bersaglio su cui si cimenta a beffardi colpi di matita il gotha degli umoristi degli ultimi novant’anni, da William Steig a Robert Mankoff, da Leo Cullum a Charles Barsotti. Un imperdibile «constant book» del divertimento.
 
 
Jean-Loup Chiflet, The New Yorker. Lo humour dei libri
Archinto - 2012 - 192 pagine

martedì 28 agosto 2012

Consigli a un giovane scrittore


 
Come si scrive, secondo Gide. Una guida veloce e intelligente in forma di lettera: indispensabile a chi voglia evitare le trappole della scrittura. Una sferzata di ossigeno e di rigore.


André Gide, Consigli a un giovane scrittore
Archinto - 1993 - 64 pagine

lunedì 28 maggio 2012

La biblioteca di notte


Ancora una volta Manguel ci conduce nel mondo dei libri, debordante e inesauribile, come l'esperienza umana. La sua attenzione si incentra sulla biblioteca, luogo deputato a custodire e a tramandare la memoria passata. Dall'utopia di immortalità perseguita nell'antica Alessandria d'Egitto all'evanescenza dell'odierna Internet, la biblioteca, pubblica o privata, si presenta nel corso della storia come spazio di potere, di ordine, di identità, di immaginazione, di oblio, di mito, di sopravvivenza ma, soprattutto, di indiscussa libertà.


Alberto Manguel, La biblioteca di notte, Archinto
Anno 2007 - 320 pagine

Una vita immaginaria


Il libro di Alberto Manguel ci offre libertà, humour, impertinenza e amicizia, che fluiscono come in «presa diretta» dalla voce dell’autore, raccolta con affetto e perizia da Claude Rouquet. Da queste conversazioni ora sommesse ora appassionate, spesso ironiche e divertenti, costellate da uno stuolo di aneddoti su personaggi molto spesso straordinari, emerge non solo un inedito ritratto del panorama letterario ed editoriale internazionale dagli anni Sessanta ad oggi, ma anche un autoritratto umano e personale di incredibile intensità e sincerità: Manguel appare saggio e disincantato, ma al tempo stesso ancora pieno di amore e interesse per il meraviglioso mondo dei libri e delle biblioteche, scoperto con Borges e mai più abbandonato.


Alberto Manguel, Una vita immaginaria, Archinto
Anno 2011 - 336 pagine

Diario di un lettore


«Per il lettore ogni libro esiste in una condizione di sogno, finché le mani che lo aprono e gli occhi che lo scrutano non scuotono le parole fino a risvegliarle. Le pagine che seguono sono il mio tentativo di testimoniare alcuni di questi risvegli.» Queste le parole con cui Alberto Manguel, bibliofilo insaziabile e appassionato, ci apre il suo diario di lettura, accompagnandoci in un viaggio intimo di un anno, dove ogni mese è legato a un libro del cuore. Dalla memorialistica di Chateaubriand, dalle visioni distopiche di H.G. Wells, dal ritratto delle anime affini di Goethe, dal disincanto di Machado de Assis, dalla sensualità di Sei Sho-nagon, dalla nostalgia di Adolfo Bioy Casares, dal mondo sognante di Miguel de Cervantes, dall'acume di Sir Conan Doyle emergono mondi remoti che non smettono di raccontarsi. I libri che amiamo sono luoghi familiari, a cui torniamo per riallacciare un dialogo silenzioso suscitato dal vigore della parola scritta. Come gli amici di sempre ne riconosciamo la voce e cerchiamo il loro conforto.


Alberto Manguel, Diario di un lettore, Archinto
Anno 2006 - 312 pagine

Il computer di Sant'Agostino


Alberto Manguel, raffinato scrittore e studioso nato a Buenos Aires, ci accompagna in un avventuroso viaggio nel cuore della lettura. Dalla Bibbia alle pagine web le parole, vergate su pergamena o lanciate in rete, ereditate dai classici e riecheggiate dai traduttori, non smettono di ricordarci che siamo la somma di saperi stratificati, di esperienze vissute e condivise da singoli individui e da popoli diversi in epoche diverse. Come Alice nel Paese delle meraviglie, attraversiamo lo specchio per esplorare l'ignoto, come Borges siamo investiti da un fugace déjà vu di luoghi sconosciuti ma familiari, come Giona ci ritroviamo nel ventre della balena per sfuggire a un mondo mercantilistico e svilito, come Rilke siamo catturati dalla malia dell'arte tra le sale antiche e sempre nuove di un museo. Manguel ci esorta a non subire passivamente la lettura come fa Pinocchio, ma a scoprirne il potere sovversivo. Il libro cambia ogni volta che lo leggiamo e spetta a noi, come diceva sant'Agostino, soffiarci dentro la vita.


Alberto Manguel, Il computer di Sant'Agostino, Archinto
Anno 2005 - 180 pagine