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mercoledì 19 maggio 2021

Il contratto

C'è chi farebbe di tutto per pubblicare un libro e raggiungere il successo. Lo sa bene M. Ronzini, ormai da anni aspirante scrittore di belle speranze, con un armadio pieno di pagine scritte, ma poche possibilità di pubblicazione. Ma potrebbe essere arrivata la sua grande occasione: una non meglio precisata casa editrice lo chiama a colloquio nei suoi Uffici. Lo scopo? Commissionargli un libro senza eguali, destinato a un successo planetario. Niente di meno che la riscrittura di un'importantissima opera del passato, ma ribaltata nei suoi fondamentali significati. Il contratto, sia pur stringato, prevede enormi vantaggi, e il direttore degli Uffici prospetta al disorientato Ronzini grande onore, infinito successo e una valanga di soldi. E per metterlo in condizioni di consegnare presto la sua opera, gli fa arrivare a casa una dattilografa bellissima e provocante che si mette a sua disposizione.


Marco Vichi, Il contratto
Guanda - 2012 - 80 pagine

venerdì 7 agosto 2020

Il vestito dei libri

 

 

 Vi siete mai chiesti come si vestano i libri? Per la vincitrice del Premio Pulitzer Jhumpa Lahiri il processo di scrivere è un sogno, e la copertina del libro rappresenta il risveglio. È una sorta di traduzione ulteriore delle sue parole in un nuovo linguaggio, quello visivo. Rappresenta il testo, ma non è parte di esso. Come una traduzione, può essere fedele, o può tradire. In questa personalissima e intima riflessione, Jhumpa Lahiri esplora il processo creativo che sta dietro alle copertine dei libri, tanto dalla prospettiva di autrice quanto da quella di lettrice. Sondando le complesse relazioni tra testo e immagine, autore e designer, arte e mercato, riflette sul ruolo di questa particolarissima uniforme, arrivando al cuore della questione: le copertine per lei hanno sempre significato molto, e a volte sono riuscite a diventare "parte di lei".  

 

Jhumpa Lahiri, Il vestito dei libri
Guanda - 2017 - 62 pagine

La scrittura o la vita

 

 

Reduce da Buchenwald e desideroso di fissare sulla pagina la sua tragica esperienza, Jorge Semprún, allora giovane intellettuale, si trova di fronte a un dilemma: raccontare la morte vissuta (sì, perché nel lager la morte si viveva) o aprirsi alla vita del «dopo», dimenticare la penna (che alla morte riconduce), concedersi a un'esistenza fatta di impegno politico, di amore, ma anche di quotidiana banalità. «La scrittura o la vita» è la storia di questo dilemma e al tempo stesso il suo scioglimento: dopo vari libri che affrontavano in qualche modo il tema dell'universo concentrazionario, Semprún è riuscito a darci una completa, sconvolgente testimonianza sulla realtà del lager. Ed è a Primo Levi (cui lo scrittore spagnolo dedica un capitolo della sua opera) che il ricordo del lettore italiano potrà riferirsi; poiché, nonostante le molte differenze nell'esperienza vissuta (Semprún fu infatti deportato come resistente francese, come «politico») e nell'elaborazione letteraria dell'esperienza stessa, un tema echeggia anche in queste pagine: come sarà possibile far credere agli «altri» che un tale scempio sia stato commesso? 


Jorge Semprùn, La scrittura o la vita
Guarda - 2020 - 239 pagine

L'arte di narrare

 

 

Con la sua capacità di raccontare in una prosa limpida e precisa temi universali come la giovinezza, la guerra, l’erotismo, l’amicizia, James Salter ha conquistato un posto nel canone della letteratura americana, ricevendo sia l’ammirazione incondizionata dei colleghi scrittori, sia il plauso dei lettori. In questo libro ci consegna con voce intima e diretta il suo inesauribile incanto per autori quali Balzac, Flaubert, Babel’, Dreiser, Céline, Faulkner, offrendoci l’occasione di vedere come un grande romanziere legge i romanzi altrui. Ma ci svela anche i modi in cui la biografia di un autore può entrare nella sua narrativa e le tecniche utilizzabili per far fronte alla complessità della costruzione di una trama. Con schiettezza, poi, Salter non tralascia gli aspetti più prosaici e meno piacevoli della vita di uno scrittore: le lettere di rifiuto delle case editrici, le recensioni negative, le mattine e le notti trascorse a scrivere e i lunghi pomeriggi a preoccuparsi per la cronica mancanza di denaro…  


James Salter, L'arte di narrare
Guanda - 2017 - 106 pagine

mercoledì 24 giugno 2020

Sulla scrittura



Charles Bukowski è uno scrittore fuori dal coro, un lupo solitario che non si è piegato alle regole di un sistema che ha sempre disprezzato. Proprio per questo la sua voce è unica, e i suoi racconti, le sue poesie, i suoi romanzi memorabili. In questa raccolta di testi inediti l’autore condivide con i lettori il suo pensiero sull’arte dello scrivere: impulso irrefrenabile, esigenza che non lascia scampo, unica cura al male di vivere, la scrittura non può essere un esercizio studiato a tavolino,né tantomeno un mestiere.

I cultori del Vecchio Sporcaccione troveranno qui delle vere e proprie gemme disseminate nelle lettere che Bukowski ha scritto nel corso della sua vita agli editori, ai redattori delle riviste, agli amici e ai colleghi scrittori. Henry Miller, Lawrence Ferlinghetti e John Fante sono solo alcuni dei destinatari del suo originalissimo epistolario, impreziosito da schizzi e disegni. Brutale, crudo, ma anche commovente e ironico, Sulla scrittura dipinge un ritratto di Bukowski da una nuova e più intima prospettiva, mettendo in luce la spigolosa e complessa umanità di una delle più grandi icone americane.


Charles Bukowski, Sulla scrittura
Guanda - 2020 -254 pagine

lunedì 25 giugno 2018

Il club delle lettrici



Sette amiche olandesi di mezza età, Annabel, Martha, Jo, Tillie, Willemien, Leonie e Barbara, hanno costituito un club di lettura e da anni si incontrano e leggono insieme. E insieme partecipano a una crociera letteraria in Scozia «nello spirito di Moby Dick», sotto la guida del loro autore preferito, Gideon de Wit, che considerano il migliore di questo secolo e del precedente. Le sette sono elettrizzate dall’avventura che le attende, ma non tutto in questo viaggio va come deve andare. Anzi, proprio niente. L’amatissimo Gideon si presenta in palese ritardo, con la sua famosa coda di cavallo e gli altrettanto famosi pantaloni di cuoio neri attillati, ma molto meno giovane e molto meno magro di quanto appaia sulle quarte di copertina dei suoi romanzi. Non solo: risulta anche molto meno simpatico e brillante di quanto le sue magnifiche pagine facciano intuire. Come se non bastasse, quando sono ormai a una certa distanza dalla costa vengono sorpresi da una tempesta. Cominciano a imbarcare acqua e poco dopo fanno naufragio su un’isoletta deserta, con il povero Gideon gravemente ferito… Una commedia brillante sui libri e la lettura, scritta con grande garbo e irresistibile ironia.


Renate Dorrestein, Il club delle lettrici
Guanda - 2018 - 176 pagine

giovedì 5 aprile 2018

Lo stampatore di Venezia



Nel 1530 un giovane si reca in una villa nella campagna modenese per incontrare la vedova di Aldo Manuzio, il famoso stampatore veneziano, e mostrarle la biografia che ha scritto su di lui. Non sa che la storia vera è molto diversa dai toni epici del suo racconto. Da quando era approdato a Venezia nel 1489 con il proposito di realizzare raffinati volumi dei tesori della letteratura greca, Manuzio aveva dovuto affrontare difficoltà impensabili, come il furto dei manoscritti, le imposizioni commerciali del cinico Andrea Torresani – suocero nonché proprietario della stamperia – e la censura dei potenti. Le edizioni con testo originale a fronte, il corsivo, il libro tascabile, innovazioni per le quali Manuzio sarebbe stato ricordato per sempre, erano frutto di compromessi, trucchi, debiti, e lui per realizzarle si era dovuto difendere da attacchi e boicottaggi.
Lo stampatore di Venezia racconta gli aspetti più passionali e intimi di Aldo Manuzio, la sua devozione per la cultura classica e il suo cerebrale epicureismo. E racconta gli esordi dell’editoria all’epoca dei Medici, di Savonarola, Tiziano, Pico della Mirandola, Erasmo da Rotterdam: un momento storico di crisi e cambiamento nel quale sono riconoscibili le sfide che ancora oggi l’editoria moderna si trova a fronteggiare.


Javier Azpeitia, Lo stampatore di Venezia
Guanda - 2018 - 368 pagg.

mercoledì 26 agosto 2015

La musa



Paul Dukach è destinato a raccogliere l’eredità di Homer Stern, uno degli ultimi editori indipendenti di New York, che in mezzo secolo ha saputo costruire un catalogo importante. Approdato negli uffici polverosi della casa editrice P&S, in Union Square, Paul impara dal suo capo, spregiudicato e spavaldo, come muoversi nell’affascinante mondo dei libri, come conquistare un agente letterario nello spazio di un pranzo, come destreggiarsi tra gli squali a Francoforte, come coniugare adulazione e critiche nel lavorare ai manoscritti di autori brillanti quanto permalosi... Ma Paul nutre anche una profonda passione per la poesia, che lo mette in contatto con l’anziano editore concorrente, Sterling Wainwright della Impetus Editions, autorità culturale nonché paladino della vera Letteratura, che con la sua nobile serenità e la sua cortesia un po’ antiquata rappresenta un mondo che forse sta per tramontare. Tra Homer e Sterling corre un’astiosa rivalità, non solo perché i due incarnano stili contrapposti, ma perché da sempre si contendono Ida Perkins, una poetessa dalla vita tumultuosa e audace che per ciascuno di loro rappresenta quanto vi è di più desiderabile in uno scrittore, e anche in una donna. Quando Paul finalmente riuscirà a incontrare Ida nel suo palazzo veneziano, lei gli rivelerà la propria versione dei fatti, gli affiderà un compito cruciale e gli confiderà un segreto destinato a travolgere le certezze di tutti. Questo romanzo pieno di ironia e sensibilità, che racconta con una prospettiva unica, da insider, i protagonisti, le vicende turbolente, gli amori, gli scandali e i litigi dell’editoria di qualità, americana e internazionale, è anche e soprattutto una lettera d’amore rivolta a tutti coloro che scrivono, pubblicano, vendono e leggono libri: i libri che cambiano la nostra vita e che le danno forma.


Jonathan Galassi, La musa
Guanda - 2015 - 245 pagine

mercoledì 21 novembre 2012

Asino chi legge



"Asino chi legge" racconta delle difficoltà di portare la letteratura, scritta e letta, in luoghi dove la passione per la pagina non è mai nata o si scontra con difficoltà insormontabili: a Napoli e nella periferia napoletana, in Irpinia, in Trentino, in Puglia, in Sicilia e in altre zone d'Italia. L'autrice, scrittrice ed esperta esterna di scrittura creativa, eternamente in viaggio fra treni e periferie, raccoglie cosi un bagaglio di storie, divertenti, assurde, tristi, dalle vicende dei figli dei capoclan napoletani ai timidi ragazzi della Nusco di De Mita, ai giovani pakistani di Bolzano, ai ragazzi che hanno lasciato la scuola a Frattamaggiore, restituendo una fotografia disincantata della scuola italiana e della percezione dello scrittore nelle scuole, oltre che un ritratto del Paese e un'idea forte di letteratura e di impegno che i nostri tempi tendono a cancellare. I ragazzi e i loro insegnanti sono qui, insieme ai luoghi, i veri protagonisti, con le pagine che scrivono, le loro storie e l'eterna domanda, che passa di generazione in generazione: perché in Italia si legge cosi poco? E perché tutti vogliono scrivere?
 
 
Antonella Cilento, Asino chi legge. I giovani, i libri, la scrittura
Guanda - 2010 - 184 pagine

sabato 6 ottobre 2012

Lo scrittore deve morire


 
L'editore Belasco di Reggio Emilia, detto Ubermensch, ne è sicuro. Il romanzo del giovane Portali sarà un best seller. Del resto, lo si capisce fin dal titolo, Freezer, un'arguta metafora del congelamento dei sentimenti del protagonista. Ma dopo un anno e mezzo dalla pubblicazione, del successo nemmeno l'ombra. Belasco, però, non cede. Nel frattempo ha scoperto il potere disinibitore dell'alcol e, quando beve, diventa molto aggressivo. In un incontro nervoso e agitato, commissiona a Portali "la storia che renderà la Mondadori una succursale della Ubermensch Belasco". Questa la trama della geniale storia concepita dal funambolico editore: un attore famoso deve ritirare un premio a Venezia ma, per uno scherzo del destino, i mezzi di trasporto quella domenica seguono lo schema delle partite di serie A in schedina. Così il treno per Venezia lo porta a Piacenza, di lì il pullman per Venezia lo porta a Roma, e poi un aereo a Bari, e altri mezzi a Firenze, Cagliari, Genova. Peccato che, in preda ai fumi dell'alcol, Belasco abbia commissionato lo stesso libro anche a un altro autore. L'unica soluzione è che il capolavoro venga scritto a quattro mani. E i due scrittori partono insieme per il tour promozionale, accompagnati dal nuovo assistente dell'editore, il gigantesco Lothar, due metri per due, che ha sostituito Helga, la precedente segretaria-infermiera-amante di Belasco.
 
 
Gianluca Morozzi -  Zed Heman, Lo scrittore deve morire
Guanda - 2012 - 280 pagine

mercoledì 29 agosto 2012

L'arte della scrittura

 
 
Considerato un classico della cultura cinese, L’arte della scrittura è il capolavoro di un poeta vissuto nel terzo secolo, che fu anche funzionario di corte e valoroso condottiero di eserciti. Ma l'opera del poeta-soldato Lu Ji non è soltanto uno dei primissimi manuali di poetica appartenenti alla tradizione orientale: perché se è innegabile che i versi liberi del discepolo di Confucio riescono spesso a illuminare le segrete profondità da cui emerge una qualsiasi creazione letteraria, è anche vero che tutto il libro vibra di una sapienza che va ben oltre la semplice precettistica, e affronta la scrittura come una rigorosa disciplina spirituale e quasi ascetica, in cui la parola diviene forma privilegiata del viaggio interiore, della ricerca e di una più alta comprensione di sé e del mondo: "Il poeta sta al centro / di un universo, / contempla l’enigma // e trae nutrimento / dai capolavori del passato."
La scrittura, per Lu Ji, è una forma del viaggio che ogni uomo, scrittore o lettore che sia, sta compiendo; e la scelta dei vocaboli, l'invenzione di immagini e metafore, la misura in cui ogni discorso poetico dischiude e rivela i suoi contenuti si caricano di una valenza assai più che estetica: cuore e ragione trovano un punto d'incontro; la sintassi, il ritmo, la musica diventano segno e veicolo di una coscienza più limpida e di un’esistenza più piena. E L’arte della scrittura, frutto del volgere di una breve e tormentata esistenza, si propone ancora oggi come un possibile viatico alla saggezza orientale, un prezioso itinerario che ci avvicina a una nuova concezione dell'atto creativo della scrittura.
 
 
Lu Ji, L'arte della scrittura
Guanda - 2002 - 64 pagine

martedì 14 agosto 2012

Manuale di poesia



La prima parte del libro è dedicata all'ispirazione, mentre nella seconda viene spiegato come si svolge un apprendistato poetico, come si forgia una metafora, dove nasce la musica di un endecasillabo e di altri metri e figure.


Giuseppe Conte, Manuale di poesia
Guanda - 1995 - 144 pagine

mercoledì 16 maggio 2012

Fare libri - Almanacco Guanda (2012)



Il mondo dell'editoria vive un momento di grandi trasformazioni. L'e­book, che in America sta ritagliandosi crescenti fette di mercato, è certamente la prima grande rivoluzione tecnologica dai tempi dell'invenzione della stampa. Naturale quindi che gli editori si interroghino sul loro mestiere e sul loro ruolo nella produzione di quegli oggetti culturali che si chiamano libri. Certo, l'editoria digitale non è la sola trasformazione avvenuta di recente. C'è stata la nascita del mercato on line, ci sono i mutati assetti delle case editrici con l'affermarsi delle grandi concentrazioni, anche le librerie sono cambiate con il predominio delle grandi catene. E, infine, è mutato il lavoro all'interno delle case editrici. Nell'ottantesimo anniversario della Guanda, l'Almanacco Guanda del 2012 ­ che si apre con un'introduzione di Luigi Brioschi, presidente della casa editrice ­ si propone di offrire un ampio contributo di testi e riflessioni che ha per oggetto proprio il lavoro dell'editore e il mondo dell'editoria.
Ranieri Polese, Fare libri. Come cambia il mestiere dell'editore, Guanda
Anno 2012 - 200 pagine - € 24,00                              

martedì 15 maggio 2012

Una vita da lettore


Libri ricevuti, libri recensiti, libri comprati e mai letti, libri che prima o poi bisognerà leggere, libri letti davvero, finalmente: un labirinto di letture di tutti i generi, dai classici alle biografie degli sportivi, dalle raccolte di versi ai graphic novel, dai romanzi appena usciti a quelli imperdibili dell'800... Schiacciato dal mucchio delle letture a cui non si può rinunciare, Nick Hornby prova, con leggerezza e ironia, a trovare qualche criterio per orientarsi nel dedalo delle letture, racconta le sue preferenze e le sue antipatie e soprattutto restituisce una gioiosa voglia di leggere. Perché è vero che ogni tanto è meglio una partita di calcio.. ma è anche vero che se il libro è bello, non c'è partita né concerto rock che tenga.


Nick Hornby, Una vita da lettore, Guanda
Anno 2006 - 200 pagine - € 14,00 

Shakespeare scriveva per soldi


Nel suo nuovo diario di letture Hornby non segue un copione prestabilito. In accordo con la sua idea di letteratura, si lascia guidare da passioni ed entusiasmi profondamente radicati nella vita, senza badare ai pareri della critica ufficiale. La sensazione che un romanzo sia claustrofobico, un prolungato disagio, così come pregiudizi e irragionevoli moti dell’animo, possono determinare l’interruzione di una lettura, ma in questo non c’è nulla di male, «altrimenti finiremmo sommersi dai libri». Così si passa da un saggio su Shakespeare a un graphic novel, da Henry Miller alla letteratura per l’infanzia e ai libri per gli adolescenti, un genere, quest’ultimo, di cui Hornby si è recentemente infatuato. Non manca una parte dedicata ai film, sempre visti con l’occhio dello scrittore appassionato di storie mai banali, specie se ruotano attorno alla vita di un genio della musica come Bob Dylan. E durante i Mondiali di calcio, per guardare ogni giorno le partite assieme ai suoi amici e fare qualche scommessa via Internet, Hornby riesce persino a passare un mese senza libri. Per poi rituffarvisi subito.


Nick Hornby, Shakespeare scriveva per soldi, Guanda
Anno 2009 - 182 pagine - € 14,50

Il vecchio che leggeva romanzi d’amore


Il vecchio Antonio José Bolivar vive ai margini della foresta amazzonica equadoriana. Vi è approdato dopo molte disavventure che non gli hanno lasciato molto: i suoi tanti anni, la fotografia sbiadita di una donna che fu sua moglie, i ricordi di un'esperienza, finita male, di colono bianco e alcuni romanzi d'amore che legge e rilegge nella solitudine della sua capanna sulla riva del grande fiume. Ma nella sua mente, nel suo corpo e nel suo cuore è custodito un tesoro inesauribile, che gli viene dall'aver vissuto "dentro" la grande foresta, insieme agli indios shuar: una sapienza particolare, un accordo intimo con i ritmi e i segreti della natura che nessuno dei famelici gringos saprà mai capire.


Luis Sepúlveda, Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, Guanda
Anno 2012 - 144 pagine - € 12,00

La lettrice


Che cosa trasforma un parallelepipedo di carta in un libro capace di influenzare la nostra vita? La passione, se non il furore, del lettore anzi della lettrice Annie François che narra le eroicomiche avventure di chi è libro-dipendente e a questo dio assoluto, tascabile o rilegato che sia, consacra la propria esistenza. Il bibliomane è vittima di una serie pressoché infinita di manie: la posizione, seduta o sdraiata; il luogo, solitario o affollato; i conforti accessori alla lettura, sigarette o cibo; le dimensioni del libro. Non solo: la patologia sviluppata dal lettore, che coinvolge, insieme all’intelligenza e alla vista, l’udito, l’odorato e il tatto, contagia anche la sua vita domestica, amorosa, sociale, professionale. È meglio ascoltare i suggerimenti di sedicenti amici o seguire le vie imperscrutabili del proprio estro? Prendere a prestito o dare in prestito, senza speranza di ritorno? Mettere a rischio la convivenza matrimoniale e le strutture architettoniche della casa o divorziare e/o traslocare? Di queste e altre situazioni, tutte rigorosamente vere, come sanno i veri lettori, è pieno questo delizioso «libro sui libri», tutto da sbocconcellare, a casa, in metrò, nella vasca da bagno, a letto, dovunque si possa e si voglia tentare di saziare la divorante passione esclusiva dei libri. E se anche tu, che leggi questo risvolto e sbirci dentro il volume, impaziente o metodico, rapace o sistematico, ti sei riconosciuto come in uno specchio di virtù (poche) e di vizi (innumerevoli), La lettrice fa proprio per te, per noi, confratelli di una società semiclandestina, sempre immersi in qualche libro e in perenne stato di grazia.


Annie François, La lettrice, Guanda
Anno 2000 - 176 pagine - € 9,30

Il libraio che imbrogliò l'Inghilterra


Qual è l'attività segreta che consente a un (apparentemente) rispettabile libraio antiquario londinese di condurre una vita lussuosa e spregiudicata, in compagnia della sua segretaria e amante? Be', sempre di libri si tratta, ma... Il lettore scoprirà il mistero lungo le avvincenti pagine di questo racconto, il cui epilogo imprevedibile è quello di una detective story, amara e scanzonata al tempo stesso.
Al Libraio che imbrogliò l'Inghilterra fa seguito Lo Scrittore automatico, la storia di un giovane aspirante scrittore che, stanco di vedere le sue creazioni rifiutate dalle riviste letterarie, risolve il problema inventando una strana macchina... I due racconti, dunque, si fondono in un insieme perfettamente amalgamato, accomunati come sono dallo sguardo impietoso che Roald Dahl sa gettare sul mondo dei libri e della cultura, mostrando ancora una volta la sua originalità di visione, il suo stile rapido e graffiante, la sua straordinaria bravura nel delineare situazioni e personaggi.


Roald Dahl, Il libraio che imbrogliò l'Inghilterra, Guanda
Anno 2009 - 80 pagine - € 6,50