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martedì 22 luglio 2014

Mein Kampf. Storia di un libro

 
 
Anno 1924. In una cella del carcere di Landsberg, in Baviera, un detenuto pesta furiosamente sui tasti di una macchina per scrivere Remington. Mentre sconta una pena troppo mite per un tentato colpo di Stato, l'uomo accumula fogli su fogli di un dattiloscritto, che sarà pubblicato un anno dopo. Grazie a una carriera a dir poco folgorante, nemmeno un decennio più tardi quel detenuto diventerà cancelliere della Germania, e il suo libro una delle opere che determineranno la storia del XX secolo. Il nome di quel detenuto: Adolf Hitler. Il titolo di quel volume: "Mein Kampf". Mentre sull'autore sono stati versati fiumi d'inchiostro, il libro è rimasto in disparte, offuscato da temi ritenuti storicamente più cruciali. Eppure si tratta del testo politico più venduto di tutti i tempi. Affascinato dalle vicende spesso paradossali di questo "best seller planetario", il giornalista Antoine Vitkine apre una vera e propria inchiesta, muovendo dagli scaffali polverosi di oscuri editori dello scorso secolo, per ricostruirne la storia intricata. Sappiamo veramente com'è stato scritto Mein Kampf, e quale ruolo ha giocato nell'accesso al potere del suo autore? Perché nessuno prese sul serio quel caporale austriaco che metteva nero su bianco i suoi crimini a venire? Perché lo stesso Hitler, in diversi momenti, si premurò di rinnegarlo e di farne pubblicare in Francia una versione diversa?
 
 
Antoine Vitkine, Mein Kampf. Storia di un libro
Cairo editore - 2010 - 281 pagine

venerdì 15 novembre 2013

Mein Kampf. Storia di un libro



Scritto in carcere nel 1924,”Mein Kampf” (“La mia battaglia”) è il libro in cui Adolf Hitler espone il suo pensiero e il programma politico del nazionalsocialismo. “Führerprinzip”, “spazio vitale” a Est, superiorità ariana, antisemitismo: in altre parole, “Mein Kampf” è il più terrificante trattato politico mai scritto, eppure anche il più letto nella storia. Dodici milioni di copie vendute in Germania tra il 1925 e il 1945, centinaia di migliaia diffuse ancora oggi in tutto il mondo: tradotto in sedici lingue, è pubblicato in Italia, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, per non parlare degli oltre 80.000 esemplari venduti in Turchia in quattro mesi. Ma che cosa dice davvero questo libro? In che modo la sua pubblicazione ha facilitato l’ascesa al potere del Führer? Qual è la storia di questo testo nei paesi in cui fu pubblicato? Chi lo ha edito in Italia e quando? Un’inchiesta appassionante, rigorosa, inedita che, attraverso la barbarie del nazionalsocialismo, accompagna il lettore dalla cella in cui Hitler ha steso il suo libro fino a oggi: è l’unico modo per comprendere perché un simile aberrante manifesto di estremismo e razzismo resti di scottante attualità in questo nostro inizio di XXI secolo.
 
 
Antoine Vitkine, Mein Kampf. Storia di un libro
Cairo - 2010 - 320 pagine

giovedì 7 giugno 2012

Come i libri mi hanno salvato la vita


In terra c’è una borsa aperta, contiene già alcuni indumenti da notte, dei documenti, un tubetto di dentifricio. Manca solo un libro, e poi può essere chiusa. Sul vialetto davanti a casa è parcheggiata l’auto di un’amica, la persona che accompagnerà Brenda in ospedale.
Il libro che verrà infilato proprio sotto la zip è la prima cosa che lei prenderà in mano, quando si ritroverà in una stanza vuota, in un luogo che nemmeno riesce a immaginare. È una scelta importante, dev’essere il libro giusto, e Brenda Walker, scrittrice e docente di letteratura, è sempre vissuta di libri.
Ora che è diventata anche altro – una paziente – non può abbandonare la narrazione.
La diagnosi di tumore al seno è stata come una vertigine, la sensazione di precipitare in caduta libera. La paura per sé, per quel figlio che ancora deve finire di crescere, e poi la consapevolezza dei passi da compiere: leggeri ma decisi, via dalla morte, verso uno scopo. Verso la speranza. Sono cinque le fasi di questo pericoloso viaggio e i titoli hanno un suono netto, inequivocabile: chirurgia, chemioterapia, radioterapia, ricostruzione, sopravvivenza.
Viaggio scandito dai libri giusti, quelli che offrono sostegno ma non per forza consolazione, perché se uno scrittore può portarci in luoghi strani, difficili, le sue sono mani fidate. Quei libri che ci fanno vivere altre vite, altri amori, altre paure che la nostra singola esistenza non può contenere. Il percorso tumultuoso di Brenda verso la guarigione, grazie ai libri, è diventato denso di bagliori, rivelazioni che hanno tenuto a bada la paura. Così ha riletto – e noi con lei – da Don DeLillo a Dante, da Beckett a Karen Blixen, da Nabokov a Dickens, da Tolstoj a Cunningham, da Remarque a Coetzee.
Non vuole fuggire dalla realtà, Brenda, vuole acquisire una più profonda consapevolezza dell’amore di madre, della somiglianza tra fratelli, della meraviglia del corpo, della dolcezza di un’amicizia, di tutto ciò che la possibilità della nostra morte rende essenziale comprendere.


Brenda Walker, Come i libri mi hanno salvato la vita, Cairo
Anno 2011 - 224 pagine