Casino di Lettura di Parma, ora del tè. Accanto al bancone si riuniscono il Giornalista, il Giudice, il Medico Provinciale, il Segretario e l’Architetto: figure senza nome accomunati da un solo, incontenibile vizio: raccontare storie. È il quotidiano, l’aneddoto cosparso magari dalla polvere magica dell’invenzione e il pettegolezzo che si tinge di malizia il campo di battaglia in cui si fronteggiano le voci degli affabulatori. L’affascinate Blu stregata dalle lettere dell’orribile carcerato Fiorenzo Fiorello, la moglie di un uomo burbero e autoritario che si rifugia in casa della lavandaia Tina per “prendersi una boccata d’aria”, amicizie che crescono e si alimentano col pianto o con il riso sono solo alcune delle vicende raccontate, i cui protagonisti, a volte, sono gli oratori stessi. La curiosità che li accomuna non è fine a se stessa: fonte del dire non è tanto, o non solo, il piacere del narrare e dell’ascoltare, ma anche il tentativo di indagare e di capire l’animo umano la cui essenza si rivela spesso nel dettaglio. Lodovico Terzi osserva gli avventori del Casino di Lettura con sguardo sardonico, consapevole delle beffe, dei doni e degli sgarbi che la vita riserva, intrecciando con loro il nodo di un sodalizio che gli permette di strizzare l’occhio al lettore invitandolo ad assaporare la gioia insita in un piccolo gesto, come quello di centellinare un prezioso vino o di assaporare le pagine di un buon libro.
Ludovico Terzi, I raccondi del casino di lettura, Monte Università Parma Editore
Anno 2003 - 120 pagine - € 4,90

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