Nel suo nuovo diario di letture Hornby non segue un copione prestabilito. In
accordo con la sua idea di letteratura, si lascia guidare da passioni ed
entusiasmi profondamente radicati nella vita, senza badare ai pareri della
critica ufficiale. La sensazione che un romanzo sia claustrofobico, un
prolungato disagio, così come pregiudizi e irragionevoli moti dell’animo,
possono determinare l’interruzione di una lettura, ma in questo non c’è nulla di
male, «altrimenti finiremmo sommersi dai libri». Così si passa da un saggio su
Shakespeare a un graphic novel, da Henry Miller alla letteratura per l’infanzia
e ai libri per gli adolescenti, un genere, quest’ultimo, di cui Hornby si è
recentemente infatuato. Non manca una parte dedicata ai film, sempre visti con
l’occhio dello scrittore appassionato di storie mai banali, specie se ruotano
attorno alla vita di un genio della musica come Bob Dylan. E durante i Mondiali
di calcio, per guardare ogni giorno le partite assieme ai suoi amici e fare
qualche scommessa via Internet, Hornby riesce persino a passare un mese senza
libri. Per poi rituffarvisi subito.
Nick
Hornby, Shakespeare scriveva per soldi, Guanda
Anno 2009 - 182 pagine - € 14,50

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