martedì 14 agosto 2012

Intervista con Georges Simenon



«Il Balzac del ventesimo secolo», lo definisce Bruno Gambarotta nella sua introduzione: in un’ideale distinzione fra scrittori e narratori, Simenon è un illustre e orgoglioso membro della seconda categoria, uno che scrivendo ha il solo scopo di raccontare una storia, e farlo in modo da tenere incatenato il lettore, farlo restare col fiato sospeso; non si preoccupa di smontare il giocattolo, di riflettere su quello che sta facendo e soprattutto non si preoccupa di "scrivere bene". «Se c’è una bella frase, la taglio», dichiara provocatoriamente all’intervistatore. Rifugge da discussioni filosofiche, parla sempre e soltanto di tecniche narrative e di segreti del mestiere: sceglie i nomi dei suoi personaggi dagli elenchi telefonici, architetta la trama come un problema geometrico, scrive un capitolo al giorno. Fa distinzione fra romanzi commerciali e "puri", ma senza moralismi: di fondo, «io sono un artigiano, e ho bisogno di lavorare con le mie mani. Mi piacerebbe intagliare i miei romanzi in un pezzo di legno».

 
Carvel Collins, Intervista con Georges Simenon
Mimimum fax - 1998 - 56 pagine

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