«Penso che la capacità di condurre una conversazione educata sia il prerequisito
della civiltà»: ed è proprio col garbo e la finezza di un gentiluomo di altri
tempi che Auden, nel 1972, si presta a
una conversazione che attraversa i ricordi di infanzia e le esperienze
letterarie, fitta di commenti sull’opera propria e altrui, e di giudizi
personali su ogni aspetto della cultura inglese e americana contemporanea; un
gentiluomo d’altri tempi, ma con lo spirito provocatorio del libero pensatore:
dichiara simpatia per gli hippie, confessa di aver provato l’LSD, e ritiene
massima fonte di orgoglio il fatto che una sua amica abbia sentito citare a
memoria i suoi versi da una prostituta in un carcere di New York.
Michael Newman, Intervista con W.H. Auden
Minimum fax - 2001 - 90 pagine

Nessun commento:
Posta un commento