"Chi cerchi di trovare uno scopo in questa narrazione sarà perseguitato a termini di legge, chi cerchi di trovare una morale verrà bandito, chi di trovare un intreccio fucilato". Con questa epigrafe polemica, tratta da Huckleberry Finn, Roberto Denti apre la sua difesa del diritto di bambini e ragazzi a leggere quello che vogliono. La tesi è semplice: chi pensa che i ragazzi non leggano piú perche istupiditi dalla televisione e guarda sconsolato i suoi Verne e Dumas che i figli si rifiutano di aprire, non capisce che sono cambiati i ritmi non solo di vita, ma anche di lettura (e scrittura) delle opere per ragazzi. Gli ingredienti tradizionali, però - avventura, suspense, intreccio -sono presenti anche nei nuovi miti giovanili, dai libri - game ai "piccoli brividi", e a questi miti il pubblico si entusiasma cosí come, un secolo fa, si entusiasmò per quel Pinocchio che tutti gli adulti perbenisti bandirono e che invece, ancora oggi, è il libro piú tradotto al mondo dopo la Bibbia e il Corano. Occorre avere piú fiducia nei gusti dei ragazzi, e gli attacchi di Denti vanno a certo "buonismo", ai controlli in nome di una morale obsoleta, alle preclusioni puriste di alcuni letterati e soprattutto alla scuola, che scoraggia piú che incentivare la lettura: lasciamoli leggere, i ragazzi; apriamo una sezione tutta per loro in ogni biblioteca, permettiamo ai nostri figli di scegliere ciò che vogliono in libreria. E la loro capacità di discernimento ci stupirà.
Roberto Denti, Lasciamoli leggere
Il piacere e l'interesse per la lettura nei bambini e nei ragazzi
Einuadi - 1999 - 184 pagine

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