Un padre e un bambino. Il padre lavora tra i libri. Il
bambino si chiama Francesco, ed ha due anni e mezzo. Una mattina d'estate il
padre comincia a scrivere una lunga lettera per raccontargli una storia, quella
dei libri che più ha amato nell'adolescenza. Lo fà in modo lieve, con
leggerezza, ma senza rinunciare a toccare temi suggestivi e importanti: come
l'inquietudine, la tenerezza, la passione, il talento. Ogni tema è un libro,
ogni libro è raccontato con una scrittura che sfiora la narrativa. Il risultato
è sorprendente: perché è una chiarissima lezione di metodo critico ma anche
un'autobiografia sotterranea. Attraverso L'isola del tesoro di Stevenson,
Il giovane Holden di Salinger, le affascinanti poesie di Eliot, Il
soccombente di Thomas Bernhard, l'autore, come d'incanto, fà parlare i libri
tra loro. E quei personaggi si rincorrono tra le pagine: John Silver, Holden,
Prufrock, ma anche - inaspettatamente - Peter Pan e Capitan Uncino. Alla fine,
come in un giallo, un vegliardo cieco svelerà quell'emigma che è la letteratura.
Se una mattina d'estate un bambino suggerisce come raggiungere il mondo
meraviglioso e fantastico delle parole, dei versi e delle narrazioni.
Roberto Cotroneo, Se una mattina d'estate un bambino
Lettera a mio figlio sull'amore per i libri
Frassinelli - 1994 - 160 pagine

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