giovedì 19 febbraio 2015

La gioia maiuscola di essere scrittori


Come si diventa romanzieri di successo? In quali forme si declina il legame tra un intellettuale e il suo pubblico? Come si regola l’attività della scrittura rispetto al contesto storico in cui lo scrittore vive? Le lettere private di Thomas Mann – che si è sempre lucidamente definito asociale, «incomodo e non piacevole» – offrono risposte a simili quesiti e si rivelano essenziali per l’interpretazione della vita e dell’arte del Maestro di Lubecca. Lavinia Mazzucchetti è stata traduttrice, nonché fedele amica, di Thomas Mann, e subito dopo la sua scomparsa curò la pubblicazione di questo epistolario, che raccoglie lettere indirizzate ad amici ed estimatori italiani nel periodo compreso tra il 1920 e il 1955. L’intento era quello di documentare la comprensione del Maestro per le vicende storiche di «quella terra antica ma non esausta» – che aveva lasciato in lui ottimi ricordi di gioventù e che vedeva inesorabilmente minacciata dalla dittatura – e, insieme, di gettare luce sul rapporto ravvicinato, proficuo e «gioioso» con intellettuali e editori italiani, tra i quali Arnoldo e Alberto Mondadori, Enzo Paci, Emilio Cecchi, Ranuccio Bianchi Bandinelli. Queste preziose pagine, talvolta sofferte, talvolta fiduciose, sono una testimonianza diretta e irrinunciabile del rapporto di Mann con la scrittura, ma anche un viaggio intimo in bilico tra la vita e la letteratura, e un invito a varcare le soglie della sua preziosa umanità per intuire la grandezza del suo genio. La gioia maiuscola di essere scrittori aiuta ad afferrare la complessità della Storia e a comprendere le condizioni nelle quali furono possibili l’arte e il successo internazionale di un autore capitale come Thomas Mann: rilette oggi, le parole del Premio Nobel sono balsamo e monito di sorprendente attualità per chiunque sogni di intraprendere la gloriosa professione dello scrittore.

Thomas Mann, La gioia maiuscola di essere scrittori.
Lettere a italiani
Il Saggiatore - 2015 - 152 pagine

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