Una storia dei rifiuti editoriali in Italia che integra, corregge o
contraddice la storia dei libri pubblicati. Una controstoria, dagli anni
venti a oggi, che viene gui raccontata per la prima volta in modo
organico, con riferimento particolare alla narrativa italiana
contemporanea. Un percorso istruttivo e avventuroso, che si sviluppa
attraverso notizie e testimonianze, riflessioni e aneddoti, con tante
piccole e grandi scoperte: dalle rinunce preventive autocensorie nel
Ventennio fascista, a una lunga serie di rifiuti espliciti o mascherati,
con le più diverse motivazioni, letterarie o mercantili,
ideologico-moralistiche o diplomatiche. Si delinea così un microcosmo
animato e variegato di case editrici come Einaudi, Mondadori, Rizzoli,
Bompiani, Adelphi, Garzanti, e di letterati-editori come Pavese,
Vittorini, Calvino, Sereni, Gallo, Natalia Ginzburg, nel guale spiccano,
accanto ai casi clamorosi del "Gattopardo" e di Guido Morselli, di
Andrea Camilleri e di Susanna Tamaro, altre storie, ignote o meno note
ma non meno significative. Mentre negli ultimi decenni i rifiuti tendono
a ridursi progressivamente con la proliferazione di offerte, occasioni e
sedi di pubblicazione per scrittori e scriventi esordienti o nuovi: lo
scrittore inedito scompare, sostituito peraltro dallo scrittore che, se
non ha successo, viene ben presto abbandonato.
Controstoria dell'editoria italiana attraverso i rifiuti dal 1925 ad oggi
Bruno Mondadori - 2012 - 233 pagine

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