Nel 1530 un giovane si reca in una villa nella campagna modenese per
incontrare la vedova di Aldo Manuzio, il famoso stampatore veneziano, e
mostrarle la biografia che ha scritto su di lui. Non sa che la storia
vera è molto diversa dai toni epici del suo racconto. Da quando era
approdato a Venezia nel 1489 con il proposito di realizzare raffinati
volumi dei tesori della letteratura greca, Manuzio aveva dovuto
affrontare difficoltà impensabili, come il furto dei manoscritti, le
imposizioni commerciali del cinico Andrea Torresani – suocero nonché
proprietario della stamperia – e la censura dei potenti. Le edizioni con
testo originale a fronte, il corsivo, il libro tascabile, innovazioni
per le quali Manuzio sarebbe stato ricordato per sempre, erano frutto di
compromessi, trucchi, debiti, e lui per realizzarle si era dovuto
difendere da attacchi e boicottaggi.
Lo stampatore di Venezia racconta gli aspetti più passionali e intimi di Aldo Manuzio, la sua devozione per la cultura classica e il suo cerebrale epicureismo. E racconta gli esordi dell’editoria all’epoca dei Medici, di Savonarola, Tiziano, Pico della Mirandola, Erasmo da Rotterdam: un momento storico di crisi e cambiamento nel quale sono riconoscibili le sfide che ancora oggi l’editoria moderna si trova a fronteggiare.
Javier Azpeitia, Lo stampatore di Venezia
Guanda - 2018 - 368 pagg.
Lo stampatore di Venezia racconta gli aspetti più passionali e intimi di Aldo Manuzio, la sua devozione per la cultura classica e il suo cerebrale epicureismo. E racconta gli esordi dell’editoria all’epoca dei Medici, di Savonarola, Tiziano, Pico della Mirandola, Erasmo da Rotterdam: un momento storico di crisi e cambiamento nel quale sono riconoscibili le sfide che ancora oggi l’editoria moderna si trova a fronteggiare.
Javier Azpeitia, Lo stampatore di Venezia
Guanda - 2018 - 368 pagg.

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