«Della letteratura non abbiamo bisogno per imparare a leggere. Ne
abbiamo bisogno per sottrarre il mondo reale alle letture sommarie». È
proprio questa la convinzione che ispira ad Alain Finkielkraut
l’appassionato esercizio critico di Un cuore intelligente:
raccontare nove tra i più notevoli libri della modernità svelando
l’immensa sapienza che lì si cela. Perché la risposta alle grandi
domande – «Che cos’è la civiltà? Che cos’è l’arte? Che cosa sono
l’ideale e la grazia?» – non può che essere «una risposta narrativa».
Rileggendo Tutto scorre... di Vasilij Grossman o La macchia umana di Philip Roth, Lo scherzo di Milan Kundera o Il pranzo di Babette di Karen Blixen, Lord Jim di Joseph Conrad o Washington Square
di Henry James, Finkielkraut, che da anni va smascherando le
ingiustificate certezze dell’Occidente, si propone di scrutare la realtà
incarnata nei particolari e spesso redenta dall’ironia – e,
soprattutto, di trovare una chiave per decifrare gli «enigmi del mondo».
E con la sua suite di letture ci invita a svincolarci da molteplici
trappole, della ragione e del sentimento, per lasciarci educare, tramite
la parola letteraria, alla «perspicacia affettiva». Solo così ci verrà
concesso quel «cuore intelligente» che re Salomone invocava dall’Eterno,
stimandolo più prezioso di ogni altro bene.
Adelphi - 2011 - 212 pagg.

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