
Fin dalla più remota antichità, che fosse scritto su tavoletta
d’argilla, papiro, pergamena o carta, il libro è servito a trasmettere
informazioni, idee, racconti, poesie, preghiere, leggi, contabilità e
tutto ciò che di scritto potesse essere letto. Ma il cammino che porta
il libro sotto gli occhi del lettore è lungo e complesso e presuppone la
collaborazione di una quantità di artigiani che concorrono alla
realizzazione dell’oggetto finito. A condurlo per mano lungo questo
percorso è il libraio, cioè il commerciante che fin dall’antichità
organizza uno stuolo di scribi, copisti, fabbricanti di pergamena,
miniaturisti e rilegatori per ottenere il prodotto finito che toccherà a
lui vendere. Per vari secoli, nonostante l’avvento della carta e la
grande invenzione della stampa, il suo ruolo non cambierà e il libraio,
ma forse sarebbe meglio chiamarlo “uomo del libro”, assolverà di volta
in volta le funzioni di editore, stampatore, distributore o negoziante. È
solo nell’Ottocento che le professioni cominciano a diversificarsi e
che la figura del libraio si distingue nettamente da quella
dell’editore, del distributore e dello stampatore. In questo lavoro
minuzioso e pieno di rivelazioni Jean-Yves Mollier ripercorre cinquemila
anni di storia dell’attività libraria passando dalle tavolette sumere
scritte in carattere cuneiforme alla minacciosa comparsa dei giganti del
web, che occupandosi in maniera capillare e senz’anima del commercio
del libro mettono in serio pericolo l’esistenza di un professionista
dedito da sempre a veicolare cultura.
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