Si può dire che questo libro spigliato e pieno di smaltata ironia raggiunga il
suo obiettivo: ribaltare i luoghi comuni legati alla lettura femminile, svelando
la funzione di monumento ai vizi moderni che ha incarnato negli ultimi tre
secoli. Consumatrici carnali di paccottiglia sentimentale, le giovani che
divorano libri come fossero caramelle non sono intellettuali emancipate ma folli
erotomani e lettrici selvagge; per questo Rosseau diceva che nessuna ragazza dai
casti costumi dovrebbe leggere romanzi. Un ammonimento che ebbe lunga vita, come
ci racconta Francesca Serra, passando da Alice all'inseguimento del
Bianconiglio, alla Novella Eloisa che legge avidamente le lettere dell'amato
Saint-Preux, fino a Marilyn Monroe, colta in uno dei suoi ultimi scatti sulla
spiaggia di Long Island, mentre sfoglia l'Ulisse di Joyce. Diventare grandi
lettrici è il primo passo verso il baratro morale e sessuale. Spesso conduce
alla morte, come dimostra la povera Emma Bovary, che se avesse seguito i
consigli di Rousseau sarebbe ancora viva, con una nidiata di figli.
Francesca Serra, Le brave ragazze non leggono romanzi, Bollati Boringhieri
Anno 2011 - 159 pagine

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