Quando nel 1987 il poeta viene chiamato a Stoccolma per ritirare il premio Nobel
per la letteratura, viveva ormai da quindici anni negli Stati Uniti; da dieci
era cittadino americano a tutti gli effetti. Qualcuno aveva spinto la sua
solitudine a traslocare da un impero all’altro. La particella impazzita era
stata espulsa dal sistema, con un’operazione chirurgica (tutt’altro che
indolore) che si chiama esilio.
In questa intervista, rilasciata da Brodskij nel suo appartamento al Greenwich Village nel dicembre del 1979, il poeta ci parla degli anni giovanili, del suo rapporto con altri intellettuali russi (tra cui la Achmatova, la Cvetaeva e Solzenicyn), dell’esperienza del confino, dell’incontro con Auden, ma anche della sua passione per la voce di Billie Holiday e per Venezia.
In questa intervista, rilasciata da Brodskij nel suo appartamento al Greenwich Village nel dicembre del 1979, il poeta ci parla degli anni giovanili, del suo rapporto con altri intellettuali russi (tra cui la Achmatova, la Cvetaeva e Solzenicyn), dell’esperienza del confino, dell’incontro con Auden, ma anche della sua passione per la voce di Billie Holiday e per Venezia.
Sven Birkerts, Intervista con Josif Brodskij
Minimum fax - 1996 - 104 pagine

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