Wayne Booth divenne noto agli inizi degli anni Sessanta, quando pubblicò La retorica della narrativa, in cui attaccava le posizioni del New Criticism e il dogma della tradizione che da Gustave Flaubert in poi aveva imposto l’impersonalità narrativa. Il professor Booth si fece invece promotore della tradizione retorica, sostenendo che anche i messaggi letterari sono frutto della intenzione di un emittente, di un autore implicito nel testo. Successivamente, negli anni Settanta, con La retorica dell’ironia e Comprensione critica, Booth ha sviluppato le basi metodologiche del primo libro inserendosi nella polemica tra strutturalismo e antistrutturalismo.
Wayne C. Booth, Retorica della narrativa
La Nuova Italia - 1999 - 557 pagine

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