Come Henry James, T.S. Eliot è
l’americano che ritorna alle origini europee, e in Europa costruisce le basi
della sua complessa e intensissima carriera di poeta e critico, che ne farà, a
detta di alcuni, una sorta di dittatore culturale del suo tempo. In realtà,
quello che si racconta al microfono dell’intervistatore nell’elegante salotto
della sua casa di New York è un uomo di settant’anni abbronzato e giovanile, dal
tono garbato e dalla risata facile: ripercorre le fasi della sua opera parlando
con uguale naturalezza delle fasi compositive dei suoi capolavori poetici, del
sodalizio con Ezra Pound e delle sue storie per bambini illustrate. Analizza con
grande sensibilità il rapporto fra scrittura teatrale e poetica, fra lingua e
televisione, e il panorama della giovane poesia contemporanea, ma evita di
dispensare consigli e di assumere pose da "maestro". "Nessun poeta onesto può
essere sicuro della validità di ciò che ha scritto", dichiara provocatoriamente.
"Potrebbe aver perso il suo tempo ed essersi complicato la vita per niente".
Donald Hall, Intervista con Thomas S. Eliot
Minimum fax - 2000 - 69 pagine

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