Londra, 1890. Pen Davenport è il più
famigerato cacciatore di libri d'Europa, un maestro dell'inganno che ha
fatto fortuna setacciando fumosi locali e rumorose tipografie alla
ricerca di manoscritti da rubare e consegnare al miglior offerente.
L'assenza di regole sul diritto d'autore ha consentito a figure come la
sua di arricchirsi procurando a famelici editori copie pirata da
smerciare a prezzi stracciati, alle spalle di scrittori del calibro di
Charles Dickens e Mark Twain. Tuttavia una nuova legge internazionale
sta per porre fine all'età d'oro dell'illegalità, condannando
all'estinzione il losco e avventuroso mestiere di cacciatore di libri.
Un'attraente, conclusiva missione attende però Davenport: trafugare
l'ultimo romanzo del celebre Robert Louis Stevenson, che da anni vive in
una grande casa nelle isole Samoa, in pieno Pacifico, circondato dai
familiari e da una schiera di nativi che lo hanno ribattezzato Tusitala,
narratore di storie. È un'impresa rischiosa, che non ammette
fallimenti, ma Davenport è deciso a non rinunciare al più prezioso dei
bottini. Accompagnato dall'assistente Edgar Fergins, un modesto libraio
ambulante, partirà per un lungo viaggio che lo condurrà all'altro capo
del mondo, dove scoprirà di non essere affatto l'unico cacciatore ad
ambire a una preda tanto irresistibile.
Matthew Pearl, L'ultimo cacciatore di libri
Rizzoli - 2016 - 413 pagine

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