Può la conoscenza essere uno strumento
di riscatto, una via per liberarsi dal dolore? Johan, cresciuto nella
povertà e nella violenza, è convinto di sì, e in un senso molto
letterale: per arricchirsi e realizzare il suo sogno d’amore con la
cugina Hedvig, la strada che gli appare più facile è quella di
impadronirsi della “Bibbia gotica” conservata nella Biblioteca di
Uppsala, il celebre Codex Argenteus, uno dei libri più antichi e
preziosi del mondo. Per aver accesso a questo tesoro, Johan deve però
diventare un esperto mondiale di gotico e conquistarsi la fiducia del
mondo accademico e dei bibliotecari. Ha così inizio la storia bizzarra
di un piano criminoso che diventa passione intellettuale, una passione
divorante che travolge anche l’amore tenero e malinconico che tutto
aveva messo in moto. Con la ricchezza creativa e la partecipazione umana
che sono le cifre della sua arte, Tunström, scavando nelle regioni
selvagge dell’anima per farne emergere “quel che dentro di noi è capace
di volare”, costruisce il suo straordinario universo di personaggi
votati ai precipizi e alla grandezza, intessendo un arazzo narrativo
complesso e sorprendente. A partire dalla cittadina svedese di Sunne,
ritratta sulle soglie del boom economico degli anni Cinquanta, il
racconto risale al mondo enigmatico e perduto dell’Italia gotica, tra V e
VI secolo, dove Johan, grazie a un manoscritto fortunosamente
trafugato, trova un alter ego in Wiljarith, lo scriba di Teodorico il
Grande. E nello specchio di questo fratello del passato, riconosce la
domanda che segna la sua esistenza: si può perdere se stessi e la
propria umanità per raggiungere l’obiettivo di una vita?

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