
Il 14 ottobre 1950, senza clamore né misure di sicurezza, per via
aerea, come un normale pacco postale, arriva da Londra a Los Angeles una
scatola di legno contenente uno dei libri più preziosi al mondo. Nome
in codice commode, «comò». Si tratta di una delle migliori copie
della Bibbia stampata da Johann Gutenberg alla metà del Quattrocento e
sopravvissute fino a noi, la cosiddetta Numero 45. La destinataria è Estelle Betzold Doheny. Vedova di uno degli uomini
più ricchi d’America, è la prima donna collezionista ad aggiungere il
libro alla sua biblioteca nonché il suo ultimo proprietario privato. Ma dalla sua creazione sono in tanti coloro che hanno cercato,
acquistato, venerato la Numero 45, non solo collezionisti ma anche
venditori, consulenti e studiosi. Rimasta nascosta per secoli nelle biblioteche di aristocratici e monasteri, la copia ha visto succedersi
diversi proprietari in un’odissea che dall’Europa e dal primo dei suoi
possessori conosciuti, il III conte di Gosford, arriva agli Stati Uniti
d’America, passando per il Giappone. Un racconto che attraversa cinque
secoli e che Margaret Leslie Davis ricostruisce in queste pagine. Esplorando i libri come oggetti di ossessione, La Bibbia scomparsa
è la storia di uno straordinario manufatto culturale e religioso, ma
anche una storia del mondo e un originale sguardo dentro i segreti
tecnici ed estetici dell’officina di Gutenberg e di un sistema di
produzione che è all’origine della civiltà moderna. Una lettura obbligata per gli appassionati di storia, i
collezionisti, i bibliofili e chiunque abbia mai desiderato possedere un
libro straordinario.
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